Maurizio Pollini

18 Feb

18 Febbraio 2019
Pianoforte Maurizio Pollini

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA
Fryderyk Chopin
Deux nocturnes op. 62

1. Si magg.

1. Mi magg.

Polonaise in fa diesis min. op. 44

Berceuse in re bem. magg. op. 57

Scherzo in do diesis min. op. 39
Claude Debussy
Préludes I Libro

Danseuses de Delphes
Voiles
Le vent dans la plaine
Les sons et les parfums tournent dans l’air du soir
Les collines d’Anacapri
Des pas sur la neige
Ce qu’a vu le vent d’ouest
La fille aux cheveux de lin
La sérénade interrompue
La cathédrale engloutie
La danse de Puck
Minstrel
Il Maestro Maurizio Pollini dedicherà l’attesissimo concerto alla Scala di lunedì 18 febbraio alla memoria di Claudio Abbado, scomparso cinque anni fa. Il sodalizio artistico e umano tra Pollini ed Abbado ha segnato uno dei periodi più fecondi ed entusiasmanti della storia del nostro Teatro, accostando interpretazioni di riferimento della letteratura classica e romantica a un impegno coraggioso e visionario per l’ampliamento delle abitudini di ascolto del pubblico, oltre che per l’inclusione nella vita culturale di una parte sempre più ampia della cittadinanza.

2 Risposte to “Maurizio Pollini”

  1. Philoctetes febbraio 18, 2019 a 11:26 pm #

    Credo che stasera si sia fatta la storia.
    E, molto modestamente, potrò dire: io c’ero.
    Ancora una volta, grazie di cuore, Maestro!

  2. marco vizzardelli febbraio 19, 2019 a 10:38 am #

    Si.
    La Scala tutta in piedi per Sua Enormità Maurizio Pollini. Manualmente sofferente ma straespressivo in Chopin (ma è una meraviglia la Berceuse liquescente, suonata come fosse il tredicesimo preludio di Debussy… tutto si tiene, nei programmi di Pollini). Poi, come rinfrancato, gigantesco in una memorabile lettura del I libro dei Preludi di Debussy: prismi, colori, disegni, il soffio dell’aria e dei venti, il canto che dal nulla si eleva sulle Colline di Anacapri, i passi astratti sulla neve, gli incredibili piani sonori della cathedrale engloutie e…nuovo humour negli ultimi due, Puck e i Menestrelli. Stratosferico nei due bis, Feux d’Artifice e la Ballata in sol minore suonata come una manifestazione dell’anima spalancata su di noi. Non so per quanto ancora lo sforzo fisico gli consentirà di proseguire – solo lui lo sa ma ieri sera era un uomo felice, nella musica. L’urgenza comunicativa è mitica e trascendentale. Da dirgli grazie.
    Mentre l’ultimo Richter, nel limite fisico, si era come pietrificato in una sorta di incomunicabilità misteriosa, Pollini in una situazione consimile trasforma gli errori stessi e le difficoltà fisiche in comunicazione trascendentale. Da anima ad anime. Nudo davanti al pubblico, forte del suo spirito. Ti fa piangere con lui, sorridere con lui, pensare con lui. Vivere con lui. Artista e uomo. Gigantesco.

    marco vizzardelli

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