LA TRAVIATA

17 Gen

Dall’11 Gennaio al 17 Marzo 2019
Giuseppe Verdi
Durata spettacolo: 3 ore e 20 minuti inclusi intervalli

Coro, Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Produzione Teatro alla Scala

 

 

 

 

 

 

Direttori
Myung-Whun Chung (gen., feb.) / Marco Armiliato (marzo)

Regia Liliana Cavani
Scene Dante Ferretti
Costumi Gabriella Pescucci
Coreografia Micha Van Hoecke
Luci Marco Filibeck
CAST
Violetta
Marina Rebeka (11, 13, 16, 20, 22, 27 gen; 2, 5, 8 feb.)

Sonya Yoncheva (12, 14 e 17 mar.)

Flora Chiara Isotton
Annina Caterina Piva*
Alfredo Germont
Francesco Meli (11, 13, 16, 20, 22, 27 gen; 12, 14, 17 mar.)

Benjamin Bernheim (2, 5 e 8 feb.)

Giorgio Germont
Leo Nucci (11, 13, 16, 20, 22, 27 gen; 2, 5, 8 feb.)

Plácido Domingo (12, 14 e 17 mar.)

Gastone Riccardo Della Sciucca
Barone Douphol Costantino Finucci
Marchese d’Obigny Antonio Di Matteo
Dr. Grenvil Alessandro Spina
Giuseppe Sergei Ababkin*
Domestico di Flora / Commissionario Jorge Martínez*
Solista per le danze del II Atto
Mick Zeni (11, 13, 16, 20, gen.)

Riccardo Massimi (22 gen; 2, 8 feb; 12 marz.)

Massimo Garon (27 gen; 5 feb; 14, 17 marz.)

*Allievo dell’Accademia Teatro alla Scala

L’OPERA IN POCHE RIGHE

Il sontuoso allestimento firmato da Liliana Cavani per la regia, dal premio Oscar Dante Ferretti per le scene e da Gabriella Pescucci per i costumi, che nel 1990 riportò il titolo alla Scala sotto la direzione di Riccardo Muti, torna da gennaio a marzo in due smaglianti vesti musicali. Nelle date di gennaio e febbraio Myung-Whun Chung prosegue il percorso verdiano intrapreso alla Scala con Simon Boccanegra e Don Carlo con un cast formato da Marina Rebeka, oggi tra le interpreti di riferimento del ruolo, e Leo Nucci nella parte di Germont padre, mentre come Alfredo si alternano Francesco Meli, già applaudito accanto a Anna Netrebko nel 2017, e l’emergente Benjamin Bernheim. Nelle tre rappresentazioni di marzo sale sul podio Marco Armiliato con un altro cast di stelle: Sonya Yoncheva come Violetta e ancora Francesco Meli come Alfredo, mentre nella parte di Giorgio Germont ritorna alla Scala Plácido Domingo.

3 Risposte to “LA TRAVIATA”

  1. lavocedelloggione gennaio 17, 2019 a 5:56 pm #

    Scusandomi per non aver pubblicato il post di Traviata a tempo debito, trascrivo il commento di Vizzardelli (che era stato inserito sotto “Attila”):

    LA TRAVIATA (in attesa del relativo spazio)
    ———————————————————–
    Quasi ingiudicabile a questo stadio di non preparazione. Forse alla quarta replica si ascolterà qualcosa. Ma non so se torno, dopo aver abbandonato il campo prima della fine.
    Al momento, Chung pigola con l’orchestra non in sincrono con il palco per tutto il primo atto. Quanto hanno provato? Rebeca frigna parecchio poi arriva in percepibile panico a finale atto “il mio pensier, il mio pensier umamma che faccio col sovracuto: lo piglio non lo piglio lo piglio non lo piglio” e all’ultimo istante… resta giù. Quanto ha provato? In seguito Nucci le parla (letteralmente) nel duetto, poi “Amami Alfredo” esce più o meno con l’intensità della lista della spesa, con l’orchestra che allarga ma di nuovo perde sincronia. Bene sempre Meli, sembra agire, bene, in un mondo a parte. Allestimento Cavani invecchia di dieci anni ad ogni ripresa. Fine, per ora.
    E’ Chung che è stato molto preso a Venezia nel periodo o è l’orchestra che (ne La Traviata?) necessitava di prove?
    Ai posteri il responso… ma non è così interessante, dopo tutto. Chissenefrega, sostanzialmente. I turisti applaudono.
    marco vizzardelli

  2. Gabriele Baccalini gennaio 22, 2019 a 3:21 pm #

    Da fonti assolutamente attendibili ho appreso:
    che per la ritrita Traviata della Cavani Chung ha avuto alla Scala due prove d’assieme e basta;
    che è stato una settimana a Roma a preparare il concerto di Santa Cecilia, prendendo l’aereo per andare e tornare da Milano per le recite di Traviata.
    Io ero in Scala mercoledì 16, il 17 e il 18 Chung ha diretto le due serate di Santa Cecilia, il 20 alle 14 era di nuovo in Scala per la pomeridiana di Traviata.
    Poi si sentono i risultati.
    E per di più una Traviata di tre ore e mezza: primo atto 31′, intervallo 35′ ecc. Roba da matti.
    E’ chiaro che si va verso un teatro di repertorio.

    • abolito gennaio 24, 2019 a 9:23 am #

      Pessima questra svolta implicita da teatro di repertorio impressa da Pereira/Chailly, un duo che andrebbe cacciato a pedate già oggi stesso.
      Non ci fa una bella figura neppure Chung, però.

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