Concerti Filarmonica della Scala (Gatti e Boreyko)

22 Mar

 

 

 

 

19 marzo 2018

Direttore Daniele Gatti
Paul Hindemith
Nobilissima visione, suite durata 21′
Anton Bruckner
Sinfonia n. 4 in mi bem. magg. durata 70′

 

26 marzo 2018

Direttore Andrey Boreyko
Pianoforte Seong-Jin Cho
Sergej Vasil’evič Rachmaninov
Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do min. op. 30 durata 39′
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Sinfonia n. 5 in mi min. op. 64 durata 44′
Andrey Boreyko sostituisce Yuri Temirkanov

8 Risposte to “Concerti Filarmonica della Scala (Gatti e Boreyko)”

  1. susy marzo 22, 2018 a 7:33 am #

    Ennesimo momento magico con Gatti in Scala lunedì scorso.
    Prima un Hindemith poderoso, tutto costruito sui rapporti di tempi e colori.
    Poi una Quarta che si ricorderà a lungo: per l’assoluta dedizione della Filarmonica alle richieste del direttore, per degli ottoni finalmente nobili e affermativi, per un gruppo di fiati strepitosamente in forma, per uno Stagni primo corno che firma una delle vette della sua carriera, per degli archi precisi seppur galleggianti, per un timpanista che non straborda ma è determinante per il colore complessivo.
    Sopra a tutto lui, Gatti, che ogni volta che passa da Milano lascia il segno del musicista scelto dal Cielo per comunicarci cose indicibili.
    Pubblico caloroso dopo Hindemith, scatenato dopo Bruckner con ovazioni entusiastiche.

  2. Luc marzo 23, 2018 a 12:26 pm #

    grandissimo concerto con Gatti sempre più ispirato e una Filarmonica che palesemente lo adora, anche se si presenta vergognosamente senza alcuna delle tre spalle titolari e con almeno una ventina di facce ignote. pubblico calorosissimo al termine del concerto: i milanesi vogliono bene al maestro, si vede e si sente.

    mi permetto di allegare la recensione di Carla Moreni che con molta più competenza esprime il parere anche mio, oltre che nel finale pe perplessità anche mie sull’attuale situazione della Scala.

    http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2018-03-20/eroici-silenzi-bruckner-181036.shtml?uuid=AEsQmDKE

  3. L.J. marzo 24, 2018 a 9:30 am #

    un concerto molto emozionante, devo dire la verità che come compositore personalmente preferisco Hindemith a Bruckner, e la Nobilissima Visione di Gatti è tra le esecuzioni più strepitose che io abbia mai potuto ascoltare, poi una Romantica monumentale, benissimo l’orchestra, pubblico in delirio, la Scala aspetta Gatti come suo direttore musicale per iniziare un’epoca gloriosa.

    • Luc marzo 24, 2018 a 5:50 pm #

      Quoto al 100% la tua ultima frase!!!

  4. marco vizzardelli marzo 26, 2018 a 12:38 pm #

    Dico solo che ogni ascolto di Daniele Gatti mi conferma nell’idea che per me si tratta di un arricchimento di vita tale da renderlo parte essenziale della medesima. Tanto più in questo caso nel quale la Quarta di Bruckner, che non è una delle mie predilezioni musicali, si è offerta nelle mani, nella mente, nel cuore di Gatti come una straordinaria avventura dello spirito (risultando perfettamente accostata all’Hindemith “francescano”) L’orchestra ha suonato in stato di trasfigurazione.

    marco vizzardelli

  5. marco vizzardelli marzo 26, 2018 a 12:39 pm #

    Un saluto e un grazie a Josè Antonio Abreu (1939-2018), grande della musica e della pedagogia, uomo della Pace e dei giovani.
    In un mondo musicale talvolta ripiegato sul passato e pauroso nel sostegno alle giovani generazioni, bene non dimenticare chi è stato.

    marco vizzardelli

    p.s. Stasera alla Scala c’è concerto della Filarmonica. Voglio sperare che sia dedicato pubblicamente ad Abreu dall’orchestra fondata da Claudio Abbado

  6. Zio Yakusidé marzo 27, 2018 a 7:56 am #

    speranza del ricordo ad un grandissimo Uomo mal riposta, caro Vizzardelli, ma facilmente prevedibile considerato l’irritante e sempre sgradevolissimo modo di porsi degli organizzatori della filarmonica (volutamente minuscola).
    Il pessimo concerto è stato il degno corollario di questo ennesimo scivolone…

  7. marco vizzardelli marzo 27, 2018 a 9:53 am #

    Io posso avere tutta la comprensione per la sfortuna di trovarsi un potenziale,memorabile concerto Temirkanov- Seong Jin Cho rovinato dall’indisposizione del grande Iuri, costretto a rinunciare all’attività primaverile a Torino e Milano. Succede.
    Ora, Boreyko era già passato da queste parti in anni più giovanili lasciando anche buona impressione nonostante la già allora evidente tendenza ad una
    invadente rumorosità. Ma, forse, il prosieguo di carriera e gli attuali incarichi avrebbero dovuto insospettire la direzione artistica della Filarmonica sull’attuale status. Di fatto, si è presentato, sul podio della Scala, Mastro Geppetto, inteso come professione. E il povero Jin Cho, assai bravo e delicato e capace di colori, sfumature e dinamiche con un suono nemmeno piccolo, semplicemente normale per volume, e un’ottima vena poetica, è stato brutalmente coperto e a tratti cancellato,nel 3 Rach, da una falegnameria di boati orchestrali terrificanti. La dinamica di Boreyko è parsa conoscere solo sfibrati pianissimo e laceranti esplosioni degli incolpevoli ottoni: l’orchestra tutta ha anzi suonato con precisione, ma è rimasta vittima delle intemperanze dinamiche di Geppetto Boreyko.
    Ho abbandonato il teatro prima di sottopormi alla falegnameria applicata alla Quinta di Ciaikovsky e, dal tavolo di un ottimo ristorante indiano, sono stato raggiunto dai messaggi di amici rimasti in sala e terrorizzati dallo scempio attuato dal Boreyko sull’amatissima sinfonia. Il pollo tandoori, invece era buono.

    marco vizzardelli

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