Daniele Gatti

14 Ott

Dal 14 al 19 Ottobre 2017
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Direttore Daniele Gatti
Maestro del Coro Bruno Casoni
Soprano Miah Persson
Contralto Christianne Stotijn


 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA

Gustav Mahler Sinfonia n. 2 in do min.
“Resurrezione”
per soprano, contralto, coro misto e orchestra, da l’Inno di Klopstock “La Resurrezione”

14 Risposte to “Daniele Gatti”

  1. Pippo ottobre 14, 2017 a 11:58 pm #

    CONCERTO STRE-PI-TO-SO!!
    Orchestra della Scala al suo meglio, coro pazzesco, Daniele Gatti sempre più miglior direttore vivente. Il teatro vien giù dagli applausi e dalle ovazioni.
    Ancora due repliche lunedì e giovedì. Correte a comprare i biglietti. È una esperienza travolgente anche fisicamente, con gruppi di strumenti piazzati ovunque (foyer, retropalco, lampadario), il tutto coordinato da Gatti con una perizia tecnica e una forza spirituale che ti lasciano senza fiato e con le lacrime agli occhi.
    Tantissima commozione tra gli spettatori che escono dal teatro. Teatro che è sempre più pronto ad accogliere Gatti come suo Direttore Musicale. Meglio prima che dopo, meglio domani che dopodomani. FANTASTICO.

  2. lupone ottobre 15, 2017 a 3:33 am #

    davvero… esco quasi senza parole, emozionantissimo, il direttore Gatti raggiunge altezze impressionanti, i musicisti suonano e cantano come se non ci fosse un domani… il pubblico, eccetto qualche telefonino tipico del turno a, trattiene il fiato e alla fine si scatena come poche volte l’ho sentito… trionfo totale!

  3. marco vizzardelli ottobre 15, 2017 a 8:40 am #

    Il tempo e lo spazio, e l’incontro di quattro umanità. Mahler, il compositore che oggi più di tutti “parla” a noi, perché è uno di noi, oggi. L’interprete in grado di calare tutta la propria umanità nel testo restandone completamente al servizio (solo Bernstein faceva Mahler così! E Gatti fa, in sé, sintesi fra l’anima di Bernstein e il nitore di Abbado ). L’orchestra che diventa più che lo strumento: è comunione d’anime, in suono frasi espressioni. Mahler, Gatti, la Filarmonica della Scala un’anima sola. E il pubblico, la quarta umanità, che viene assorbito nella musica. Questo non è un ascolto: è l’ingresso in una comunione di vita. Morte e Resurrezione di tutti.

    Una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita, in teatro e non solo. A tratti insostenibile perché la bellezza manifestata a questo punto ti schianta.

    marco vizzardelli

  4. marco vizzardelli ottobre 15, 2017 a 8:48 am #

    La Sinfonia nr 2 “Resurrezione” di Gustav Mahler. Daniele Gatti Coro e Orchestra del Teatro alla Scala.
    Il tempo e lo spazio, e l’incontro di quattro umanità. Mahler, il compositore che oggi più di tutti “parla” a noi, perché è uno di noi, oggi. L’interprete in grado di calare tutta la propria umanità nel testo restandone completamente al servizio (solo Bernstein faceva Mahler così! E Gatti fa, in sé, sintesi fra l’anima di Bernstein e il nitore di Abbado ). L’orchestra che diventa più che lo strumento: è comunione d’anime, in suono frasi espressioni. Mahler, Gatti, l’orchestra e il coro della Scala un’anima sola. E il pubblico, la quarta umanità, che viene assorbito nella musica. Questo non è un ascolto: è l’ingresso in una comunione di vita. Morte e Resurrezione di tutti.
    Una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita, in teatro e non solo. A tratti insostenibile perché la bellezza manifestata a questo punto ti schianta.

    marco vizzardelli

  5. dusseldorfer ottobre 15, 2017 a 9:27 am #

    anche io devo manifestare tutta la mi emozione per la serata di ieri. mi riconosco nella definizione di “insostenibile” usata da altri, perché davvero alla fine ero esausto dall’esperienza spirituale appena vissuta.
    una direzione grandiosa, compiuta, a volte addirittura spaventosa, nel senso che ti fagocita e ti conduce in luoghi dell’anima che magari hai paura a guardare.
    francamente in trent’anni di ascolti dal vivo si tratta della serata più significativa della mia vita.
    esci diverso, forse risorto.

  6. Fabrizio Rossi ottobre 16, 2017 a 10:53 pm #

    Confermo tutto quel che avete detto per quanto riguarda la seconda replica di questo concerto.
    Gatti SOVRUMANO.
    Orchestra mai così sbalorditiva negli ultimi lustri.
    Al termine pubblico fuori di testa dall’entusiasmo, sembrava di essere allo stadio di San Siro.
    Indimenticabile serata.

  7. Sam ottobre 17, 2017 a 7:36 am #

    ci sono stato ieri sera. il miglior concerto che ho visto in vita mia. impressionante l’intesa tra direttore e l’orchestra. continuo a non spiegarmi perché non sia Gatti il direttore musicale della Scala. a me pare un gravissimo errore della città e del teatro.

  8. marco vizzardelli ottobre 17, 2017 a 10:50 pm #

    Scrive Angelo Foletto, su facebook

    Le sinfonie-mondo di Mahler andrebbero ascoltate solo dal vivo. Ma visto che domani sera alla Scala si esaurisce il trittico di esecuzioni della “Seconda” – esito e viaggio musicale di strepitosa ricchezza nella lettura di Daniele Gatti e nella soggiogata esecuzione di coro e orchestra – la registrazione live effettuata a Amsterdam nel concerto di insediamento alla Rco, un anno fa, aiuta chi c’era a “ricostruirla” e tenerla ben salda nel ricordo. E spiega a chi non ha potuto esserci cosa significa ragionare interpretativamente oggi su Mahler: senza soggezioni storico-esecutive, con umanità, determinazione, concezione poetica e drammatica matura, tenerezza e rabbia, paura e commozione. Quella che per tre sere ha riempito la Scala e ispirato a Gatti una dei più convincenti immersioni nel mondo mahleriano acoltabili dal vivo. Dimostrando per l’ennesima volta che al di là della padronanza tecnica e concettuale sulla gigantesca cattedrale sonora – che Gatti governa quasi con nonchalance: rinunciando anche alle “fisicità” direttoriali che piacciono tanto agli allocchi, usando bacchetta e mani con saggia parsimonia, e avendo la sfacciataggine di tenere la partitura sul leggio – ciò che misura la pienezza di un musicista che merita già di entrare nella storia dell’interpretazione mahleriana è la capacità di mettersi in gioco totalmente, senza calcoli né avarizie emotive, con gioiosa umiltà e autorevolezza. Regalando al pubblico l’impegnativa e infine esaltante avventura di condividere con gli esecutori la trama affettiva e poetica d’autore fatta di estasi e disperazione, di danze e lacrime, di smarrimenti e orgogli, di speranza e “resurrezioni”. (Angelo Foletto)

  9. Sam ottobre 18, 2017 a 1:59 am #

    mi riconosco nel commento su Facebook di Alberto Mattioli:

    Consiglio da amico. Chi è a Milano o può passarci non perda per nessuna ragione la Seconda di Mahler che Daniele Gatti ha diretto ieri sera alla Scala. Repliche, credo, domani e lunedì. Erano anni che non sentivo l’Orchestra della Scala suonare cosi bene. Da restare senza fiato. Ascoltare questo concerto significa fare il punto, interrogarsi, uscire dalla routine per riflettere sulla musica, sul perché ci piaccia tanto e sì, anche sulle nostre stesse fortissime emozioni. Una Resurrezione, davvero.

  10. Sam ottobre 19, 2017 a 11:10 pm #

    sono ritornato.
    ancora meglio.
    coro e orchestra al termine si rifiutano di alzarsi al cenno di Gatti, affinché sia lui solo a prendersi l’ovazione del pubblico in delirio.
    indimenticabile (e quanti occhi lucidi).

  11. Enrico ottobre 20, 2017 a 7:44 am #

    Non posso che confermare quanto scritto nei post precedenti: sono andato alla recita di ieri sera, semplicemente strepitosa. Grazie, Daniele Gatti!

  12. Gio’ ottobre 20, 2017 a 7:55 am #

    Lo dico da non mahleriano: il concerto più bello ed emozionante della mia vita. Novanta minuti che volano, orchestra impegnata allo spasimo, pubblico concentrato.
    Alla fine trionfo cosmico per Gatti, che ci ha dato l’anima e il corpo. Vedere un artista che non si risparmia nel fare musica è un esempio straordinario. Grande!!!

  13. lavocedelloggione ottobre 24, 2017 a 1:15 pm #

    Leggete il commento di Guy Cherqui (responsabile del sito Wanderer) su questo concerto:
    http://wanderersite.com/2017/10/mahler-met-scala-a-genoux/
    (è in francese)

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