Bernard Haitink

23 Giu

Dal 23 al 26 Giugno 2017
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

Direttore
Bernard Haitink
Maestro del Coro
Bruno Casoni

 

 

Soprano  Camilla Tilling
Mezzosoprano  Gerhild Romberger
Tenore  Peter Sonn
Basso  Hanno Müller-Brachmann

Ludwig van Beethoven
Missa solemnis in re maggiore op. 123
Il concerto del 23 giugno sarà trasmesso in diretta radiofonica su RaiRadio3.

12 Risposte to “Bernard Haitink”

  1. marco vizzardelli giugno 23, 2017 a 11:08 pm #

    C’è sempre il testicolo milanese – uso il sinonimo così lo posso scrivere – che rovina tutto.
    La prima serata della Missa Solemnis di Beethoven by Bernard Haitink alla Scala, a mio avviso interessantissima e lo dice un non-tifoso di Haitink, è stata orribilmente falciata, rovinata nell’esito in maniera che solo chi c’era può capire, da un Testicolo Milanese, seguito da altri testicoli, che sull’ultima nota, dopo un Agnus Dei memorabile, con Haitink che faceva capire “per favore silenzio”, hanno detonato l’applauso a nota non conclusa di quelli che fanno vedere che “sanno”. Orripilante atteggiamento milanota, oppure stupidità di un singolo seguito da altre pecore. Il singolo pare sia stato individuato: sarebbe, e c’è da mettersi le mani nei capelli, un insegnante milanese di conservatorio non nuovo ad applausi fuori tempo. Non faccio il nome, perché, sapendo, temo sia stata solo una cretinata.Ma ha completamente rovinato l’esito delle serata. Però, la domanda è: come e cosa ascolta, “la gente”? Possibile, questo orrore del silenzio per cui, immediatamente, deve partire l’applauso? Haitink, sul podio, faceva gesti disperati chiedendo l’attimo di silenzio. Invano. Il rumore milanese è prevalso.
    Andate alle repliche, sperando in meno idiozia. Questa sera, veniva razzisticamente da confermare l’idea che il pubblico della Scala sia fra i peggiori in campo mondiale. Si prega di darne smentite, le prossime sere.

    marco vizzardelli

    • Mediolanum giugno 24, 2017 a 3:07 pm #

      Accordo al cento pro cento. Ci ricordiamo tutti di quel cretino chi urlava un buh dopo la sinfonia della gazza ladra per mostrarsi tifoso di Gatti, musicista excellence che non ha bisogna di tale buffonerie. Mentalità difficile a comprendere.

      • L.J. giugno 28, 2017 a 7:13 am #

        Eh no, caro Mediolanum, tu dici il falso. Io c’ero. E chi non c’era può ascoltarsi la diretta radio della Rai. Vizzardelli non iniziò a buare al termine della sinfonia, bensì reagì (diciamo cinque secondi dopo) quando gli assoldati Gabriella’s Boys iniziarono a lanciare valanghe di “bravo” all’indirizzo del maestro.
        Mentre la sinfonia fu eseguita così male, ma così male, che si sarebbe dovuta lanciare verdura marcia.

    • Coline giugno 24, 2017 a 3:45 pm #

      Se l’applauditore affetto da eiaculatio precox è il testicolo destro, lei Vizzardelli–l’ormai famigerato buatore precox del Loggione–è quello sinistro.
      Siete fenomeni speculari del medesimo “fallo”: una malintesa concezione di protagonismo e la maleducata imposizione agli altri delle proprie idiosincrasie, manie e di pregiudiziali simpatie/antipatie personali che nulla hanno a che vedere col merito musicale. Se il pubblico scaligero è fra i peggiori, lei Vizzardelli è parte del problema

      • Colline giugno 24, 2017 a 3:48 pm #

        Se l’applauditore affetto da eiaculatio precox è il testicolo destro, lei Vizzardelli–l’ormai famigerato buatore precox del Loggione–è quello sinistro.
        Siete fenomeni speculari del medesimo “fallo”: una malintesa concezione di protagonismo e la maleducata imposizione agli altri delle proprie idiosincrasie, manie e di pregiudiziali simpatie/antipatie personali che nulla hanno a che vedere col merito musicale. Se il pubblico scaligero è fra i peggiori, lei Vizzardelli è parte del problema

      • L.J. giugno 28, 2017 a 7:13 am #

        Eh no, caro Coline, tu dici il falso. Io c’ero. E chi non c’era può ascoltarsi la diretta radio della Rai. Vizzardelli non iniziò a buare al termine della sinfonia, bensì reagì (diciamo cinque secondi dopo) quando gli assoldati Gabriella’s Boys iniziarono a lanciare valanghe di “bravo” all’indirizzo del maestro.
        Mentre la sinfonia fu eseguita così male, ma così male, che si sarebbe dovuta lanciare verdura marcia.

  2. giadro giugno 24, 2017 a 4:16 pm #

    Non solo questo burino applaudendo ha rovinato il concerto, ma dopo i primi uno-due secondi, anche quando il maestro Haitink, stizzito, ha scosso la testa, il cretino ha continuato imperterrito ad applaudire in solitario (seguito da pochi ignobili palmi). Pensavo, ingenuamente, che l’ignoranza galoppante fosse rimasta fuori da La Scala. Peccato.

  3. masvono giugno 24, 2017 a 4:18 pm #

    Assisterò lunedì . A margine non mi è chiaro perché pavidi anonimi attacchino una persona che si firma con nome e cognome per qualcosa che è avulso dalla situazione cogente. Ovvero una legittima contestazione scattata dopo lo spegnersi di un ultimo accordo verso un applauso disturbante scattato prima del termine dell’esecuzione. Saluti

    -MV

  4. Pippo giugno 25, 2017 a 12:21 pm #

    Condannerei Mediolanum e Coline all’ascolto coatto di tutta la discografia operistica chaillyana. Così forse si sciacquerebbero la bocca prima di blaterare su questo blog.

  5. L.J. giugno 26, 2017 a 3:32 pm #

    Oggi è stata presentata la stagione 2017/2018 del Teatro dell’Opera di Roma. Il paragone per la Scala è imbarazzante, segnatamente la qualità (sulla carta) dello spettacolo inaugurale. Ma tutta la stagione romana è sensata, mentre quella milanese è squallida.

    • Giulia giugno 26, 2017 a 4:47 pm #

      A be’se la stagione del teatro di roma e’di qualita’siamo a cavallo. Di qualita’ tra direttori e cantanti vedo un nome che vale il biglietto. Gatti. Il resto e’pura provincia. Val di piu una trasferta a piacenza

    • Pippo giugno 26, 2017 a 9:12 pm #

      Sono piuttosto d’accordo sul giudizio positivo su Roma.
      «La damnation de Faust» non la perderò di certo. Ma trovo interessantissimi anche «Billy Budd», «I masnadieri» e «Le nozze di Figaro». Totale disappunto per la insoffribile presenza di Speranza Scappuci in una produzione belliniana, però.

      Quanto alla Scala, a parte «Orphée et Eurydice» e «Francesca da Rimini» tutto il resto è da gettare nello sciacquone.

      Molto meglio Torino, Piacenza e Aslico.

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