Stagione 2017-2018

31 Mag

Presentata la nuova stagione del Teatro alla Scala:

http://www.teatroallascala.org/it/stagione/2017-2018/index.html

https://www.apemusicale.it/joomla/news/33-news2017/4720-milano-presentata-la-stagione-2017-2018-del-teatro-alla-scala

 

 

 

7 Risposte to “Stagione 2017-2018”

  1. lavocedelloggione maggio 31, 2017 a 10:24 pm #

    marco vizzardelli
    m.vizzardelli@gmail.com
    93.51.187.38
    Mi rifiuto di abbonarmi a Nino Frassica.
    marco vizzardelli

  2. lavocedelloggione maggio 31, 2017 a 10:26 pm #

    marco vizzardelli
    m.vizzardelli@gmail.com
    93.51.187.38
    Non rinnoverò il mio abbonamento alla mortifera, obsoleta, avvilente, insignificante stagione lirica 2017-18 del Teatro alla Scala. Sarò a Orfeo (che non viene dato in abbonamento, pazzesco!), Fierrabras, Fidelio solo per Chung. E stop. Il resto merita il rifiuto. Risparmierò soldi investendoli meglio altrove. Si vergognino!
    marco vizzardelli

  3. Trebbiatore giugno 1, 2017 a 8:57 am #

    Premesso che gli spettacoli vanno soprattutto visti e ascoltati oltre che letti sulla carta, il principale limite della nuova stagione è che appare più come un elenco di titoli assemblati con un criterio antologico che come frutto di una vera progettualità artistica. E’ un approccio tipicamente “cerchiobottista” fatto per accontentare tutti e non scontentare nessuno: il grande pubblico (ma esiste ancora?), gli sponsor, i turisti, gli ascoltatori più ricercati, L’intervento iniziale del Sindaco è stato breve ma eloquente: “vogliamo a una Scala non solo per i milanesi, ma anche per i visitatori di passaggio in città” Personalmente sono contrario a fare delle stagioni “piagliatutto” come questa. Il teatro deve decidere la sua linea artistica, portarla avanti con determinazione e difenderla anche prendendosi i suoi rischi, così è stato nei recenti anni di Lissner. E anche se nella stagione presentata troviamo diversi direttori di livello, cantanti di livello, registi di livello (pochi), quello che manca davvero è uno spettacolo che “buchi il cartellone” e che crei una vera grande aspettativa.

  4. Zio Yakusidé giugno 1, 2017 a 9:15 am #

    stagione che si preannuncia molto deludente con possibili memorabili disastri a paragone dei quali la gazza sembrerà la temepsta in un bicchiere d’acqua

    non voglio fare il dietrologo (sport insopportabile e molto praticato in Italia) ma credo che dietro ci sia una…strategia “commerciale” ben precisa: nessun “rischio” con nomi nuovi o registi ed allestimenti nuovi, ma certezze (per loro) ed eventini acchiappa turisti.
    in mezzo al nulla un paio di titoli che sulla carta saranno interessanti, speriamo!
    orripilante stagione sinfonica con riccardo II, il noisy conductor, che somministra Mahler : scelta assolutamente coerente: forse è l’autore con il quale riesce a produrre la peggiore cacofonia (e la sua orchestra ovviamente lo asseconda con mirabile dedizione).

    molti appassionati l’hanno detto e lo ripetono, è facile l’acquisto via web, ci sono i voli low ed Airbnb, quindi le alternative ci sono…

    lasciamo il teatrun al suo destino di periferico teatro che non ha più il ruolo, da tanto tempo ormai, di motore culturale
    il ruolo di voragine (economica) invece lo difende con le unghie
    un caro saluto a tutti

  5. masvono giugno 1, 2017 a 12:41 pm #

    Trovo questa stagione sulla carta deludente. Ci sono titoli interessanti, ma sterilizzati dalla scelta dei direttori. Il “peccato capitale” della sovrintendenza è comunque la mortificazione degli abbonati che si ritrovano per la quarta o quinta volta lo stravisto “Simon Boccanegra” a scapito delle novità anche stimolanti dell’Orphèe/Mariotti e del Fidelio/Chung. Qualsiasi teatro al mondo “coccola” i propri abbonati, che sono sostenitori, pagano in anticipo, sono un nucleo portante. La Scala li usa come vacche da mungere, e basta.
    Saluti

    -MV

  6. marco vizzardelli giugno 3, 2017 a 7:19 pm #

    Esatto. Condivido Vono. Comunque la conferenza stampa con il direttore musicale che tronca qualunque posssibilità di domande e le latenti tensioni fra i tre partecipanti era significativa…

  7. proet giugno 5, 2017 a 10:20 pm #

    vorrei ricordare Jeffrey Tate, musicista superbo, uomo di grande gentilezza ed eleganza e mirabile esempio, fra i pochi, di direttore d’orchestra senza deviazioni demiurgiche ed egocentriche.
    gli sarò eternamente grato per l’occasione avuta di partecipare ad un’esecuzione da lui diretta.

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