Filarmonica della Scala

22 Mag
22 maggio 2017
Milano, Teatro alla Scala
Direttore Myung-Whun Chung
Violoncello Mario Brunello
Carl Maria von Weber

Der Freischutz – Overture
Antonin Dvořák

Concerto per violoncello no.2
Ludwig van Beethoven

Sinfonia no.5

4 Risposte to “Filarmonica della Scala”

  1. Zio Yakusidé maggio 25, 2017 a 10:18 am #

    “Non potevano partecipare stranieri”. Il Tar del Lazio boccia nomine di Franceschini per i musei
    I giudici amministrativi contestano l’ammissione di cittadini non italiani (ma poi ci sono anche altre motivazioni).

    Chi ravvede differenze sostanziali fra un sovrintendente alla scala (che, ricordiamo, “assorbe” una parte rilevantissima del FUS e quindi soldi pubblici) e un direttore di museo? Io no

    Premesso che il criterio della cittadinanza sul quale si basa la sentenza appare davvero anacronistico….deve però valere per tutti.
    Finirà tutto in corte europea

  2. marco vizzardelli maggio 26, 2017 a 7:00 pm #

    Mario Brunello vive ormai, e da tempo, quello stadio di grazia nel quale note, nelle sue letture, e tecnica sono trascese da una umanità che investe tutta la resa artistica. Non ascolti più solo note ma un’umanità in musica. E’ qualcosa che si notava sempre nell’Abbado maturo (e con Abbado Brunello ha molto lavorato).
    Brunello fa musica con una purezza d’animo che ha a che fare con tante sue scelte: viene in mente, in modo automatico, la montagna, l’aria pura di lassù e si capisce come sia una scelta estetica ed esistenziale, la sua, di suonare ogni anno sulle cime.
    La lettura dello stupendo concerto di Dvorak era così, nella forza e nel canto. Un atto di umanità e arte, umanità trasfusa in arte. Il solista ha trovato ideale compagno di viaggio nel forse massimo interprete vivente, dal podio, della musica di Dvorak: Myung-Whung Chung ne è apostolo fin dai suoi anni giovanili (ricordiamo un suo bis del terzo movimento dell’Ottava sinfonia, alla Scala, annunciato: “lo rifacciamo perché è così bello!”).
    Tutto il concerto ha confermato che Chung è, in definitiva, il direttore con cui i complessi scaligeri si esprimono al meglio. C’è fra lui e l’orchestra una comunione di spiriti.
    La lettura dell’Ouverture del Freischutz, scura, gotica, acuminata e volutamente priva dello scioglimento lirico finale (che era caratteristico di un sommo weberiano quale Carlos Kleiber) accenbde la curiosità per l’ascolto dell’intera opera.
    Infine, Beethoven: oggi si può desiderare una Quinta con i ritornelli. Chung non si precoccupa di filologia. Fa il suo suono (bellissimo, peraltro) e la fraseggia secondo il suo gusto. Si può approvare o meno (la chiude più cartesianamente che trionfalmente) ma è investita della forza e profondità di spirito che connotano tutta l’ultima grande fase interpretativa dello splendido maestro coreano. E splendidamente suona l’orchestra. Un gran concerto, probabilmente il migliore della stagione della Filarmonica.

    marco vizzardelli

  3. marco vizzardelli maggio 31, 2017 a 2:11 pm #

    Non rinnoverò il mio abbonamento alla mortifera, obsoleta, avvilente, insignificante stagione lirica 2017-18 del Teatro alla Scala. Sarò a Orfeo (che non viene dato in abbonamento, pazzesco!), Fierrabras, Fidelio solo per Chung. E stop. Il resto merita il rifiuto. Risparmierò soldi investendoli meglio altrove. Si vergognino!

    marco vizzardelli

  4. marco vizzardelli maggio 31, 2017 a 2:12 pm #

    Mi rifiuto di abbonarmi a Nino Frassica.

    marco vizzardelli

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