Stagione sinfonica – Paavo Järvi

17 Mag
Dal 13 al 18 Maggio 2017
Filarmonica della Scala
Direttore Paavo Järvi

programma

Gustav Mahler Sinfonia n. 7 in mi minore

3 Risposte to “Stagione sinfonica – Paavo Järvi”

  1. MALE_riana maggio 19, 2017 a 4:11 am #

    Buongiorno,
    Premetto che ho scoperto questo blog da poco e vorrei ringraziare chi crea questi spazi di discussione musicale ahimè sempre più stretti in un mondo dove si parla solo di spread…. Grazie!!! (purtroppo la mia grande passione per la musica non è bastata e lavoro in banca! Sic!)
    Conoscevo già il Maestro Jarvi dalla sua discografia ed ho sempre apprezzato le sue incisioni.
    Ieri ho sentito la settima per la terza volta e proverò a riordinare le idee mentre assonnatissima intraprendo la mia solita giornata da pendolare!
    È senz’altro un pezzo “strano”, forse tra i meno eseguiti di Mahler, proprio per la sua complessità strutturale e inconvenzionale forma. Brano ostico per tutti i direttori d’orchestra.
    Mi sono divertita molto, belle serate!
    Meritati gli applausi per orchestra e maestro, tutte le sere.
    Volendo fare qualche menzione, mi è piaciuto molto il primo corno anche se a volte ho faticato a sentirne il suono nei passaggi forti.
    Bravissimo il giovane timpanista, seppur talvolta forse troppo esuberante.
    Favolosi i soli del tenorhorn che per me hanno rappresentato senz’altro i momenti più emozionanti dei tre concerti.
    Ho trovato invece molto fastidiosi all’ascolto i troppi e ripetuti errori della prima tromba che purtroppo non ha di certo avuto tre buone serate.

    Evviva Mahler!

    Sara

    • lavocedelloggione maggio 22, 2017 a 9:50 pm #

      Benvenuta maleriana, anch’io non potrei vivere senza Mahler e anch’io penso che la 7a sia un caso a sé, tanto è vero che è la meno eseguita insieme alla 8a (che è poco eseguita per ovvie ragioni). Fino ad oggi mi era piaciuta solo nell’interpretazione di Claudio Abbado (sia con i Berliner sia con la GMJO, sentita all’Avana nel 1999); questa di Jarvi mi ha convinto anche se diversa da quella di Abbado. A parte la tromba, ho trovato poco incisivo il mandolino nella seconda Nachtmusik.
      Alla prossima! Attilia

  2. marco vizzardelli maggio 26, 2017 a 7:15 pm #

    L’orchestra e Jarvi sono stati impegnatissimi nel periodo e il maestro si è dato con una generosità straordinaria e con esiti sui quali sarebbe il caso di tornare complessivamente, vista la quasi totale assenza della critica che accorre ad ogni manifestazione di Riccardo II così come accorreva ad ogni manifestazione di Riccardo I, lasciando prudentemente almeno un poco in ombra “il resto”, tanto più quando questo resto risulti avere una forte impronta qualitativa. E’ un po’ un “deja vu” e dovremmo esserci abituati (il critico del nostro Quotidianone si ergeva entusiasta ad ogni vagìto di Barenboim, nel periodo, e pima di lui l’Isotta orgasmicava per Riccardo 1, e prima di lui Courir scriveva poesie d’amore a Claudio Abbado). Ma non è un gran modo di far servizio ai lettori.
    Questa Settima ha confermato la maestria di Jarvi dopo il coerentissimo Don Giovanni e le belle esecuzuoni dei balletti. Varrà la pena tornare su tutto visto che chi doveva farlo d’ufficio si è garbatamente astenuto.

    marco vizzardelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: