RIGOLETTO

14 Gen
Dal 13 Gennaio al 6 Febbraio 2016
Giuseppe Verdi

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Produzione Teatro alla Scala

Durata spettacolo: 3 ore e 10 minuti inclusi intervalli

Rigoletto2016bis

 

 

 

 

 

 

Direttore Nicola Luisotti
Regia Gilbert Deflo
Scene Ezio Frigerio
Costumi Franca Squarciapino
Luci Marco Filibeck

Il Duca Vittorio Grigolo (13, 17, 20, 24, 29 gen., 6 feb.)

Piero Pretti (22 gen.)

Rigoletto Leo Nucci
Gilda Nadine Sierra
Sparafucile Carlo Colombara
Maddalena Annalisa Stroppa
Giovanna Chiara Isotton
Monterone Giovanni Furlanetto
Marullo Davide Pelissero
Matteo Borsa Martin Piskorski* (13, 17, 20, 22, 29 gen.)

Azer Rza-Zada* (24 gen., 6 feb.)

Conte di Ceprano Gianluca Breda
Contessa di Ceprano Federica Lombardi*
Paggio Kristín Sveinsdóttir*
Usciere Oliver Pϋrckhauer*

*Allievi dell’Accademia Teatro alla Scala

 

 

 

5 Risposte to “RIGOLETTO”

  1. lavocedelloggione gennaio 14, 2016 a 1:27 pm #

    SCUSATE, ricopio qui il resoconto della prima di Rigoletto del Vizzardelli! Attilia

    marco vizzardelli
    gennaio 14, 2016 a 9:26 am #

    Quel che è accaduto alla Scala alla prima dell’attuale ripresa di Rigoletto appartiene a quei “momenti” in cui l’intelletto, l’arzigogolo o raziocinio critico lasciano spazio totale alle ragioni del cuore e dell’emozione del teatro d’opera al suo stadio primordiale. Passione.
    Non risulta, nella storia della Scala, un bis concesso a sipario chiuso dopo che i cantanti fossero già apparsi al proscenio per gli applausi. E’ accaduto al Sì Vendetta di Leo Nucci e Nadine Sierra: bis a furor di popolo dopo la chiusura del sipario con i due cantanti al proscenio e Nicola Luisotti che, richiamato sul podio, ha dato la nota (un accordone d’orchestra) a Nucci, e via! C’è chi si è scandalizzato. Chi qui scrive no, perché… piangeva come un vitello fin dal “Cortigiani” di Nucci ed è stato partecipe a piena voce della richiesta di bis. Perché ci sono momenti – ed è la grazia del teatro d’opera – in cui il cuore prevale. Quel che Nucci ha fatto in questa serata va oltre ogni giudizio sul pur fenomenale stato della voce di un cantante ultrasettantenne. Non si tratta di dire come e quanto gli acuti siano ancora timbrati o la pasta piena piuttosto che prosciugata. C’è stato, semplicemente, da Leo a pubblico, uno di quei momenti in cui l’opera diventa messaggio da cuore a cuore. E – al fondo – questa è la radice di tale, singolare forma d’arte e di spettacolo.
    Luisotti è stato vibrante e ricolmo di mestiere, la Sierra ha cantato da bene a benissimo, Grigolo ha buttato giù una sedia (poi rimettendola a posto con gran colpo sul palco, autoregia istantanea) e un bicchiere, si è agitato ma ha anche cantato con infinita generosità e grande bellezza. Rigoletto viscerale? Sì, e non è detto che – a raziocinio – tutto fosse approvabile. Rigoletto con le puntature? Sì, eccome! Ma, nel darsi di tutti (all’interno del completamente obsoleto spettacolo di Deflo, che ad ogni ripresa invecchia di dieci anni, ma in questo caso era il contenitore giusto) è passato – in un trionfo -il messaggio del cuore. Simboleggiato e riassunto nella voce e nella persona di un leggendario – sì – baritono ultrasettantenne, che ci ha indotto – inevitabilmente (e abbiamo incontrato distinti signori che si passavano il fazzoletto sugli occhi) – alle lacrime, e ad un grazie. Grazie Leo, e grazie all’opera per queste serate. Se questa sera era, per qualcuno, la prima volta all’opera, siamo sicuri che tornerà. Per aver vissuto un momento di pura – e “divertentissima”, nel vero senso – passione del cuore.

    marco vizzardelli

    • Paola Ghilotti gennaio 19, 2016 a 8:25 pm #

      Io ero domenica per la prima volta nel Tempio delle Meraviglie. All’emozione della ‘prima volta’ si sono aggiunti il gaudio e il giubilo!!
      Fantastico Leo Nucci, generoso, intenso: grazie!!
      Certamente tornerò all’opera, l’ascolterò più spesso, esplorando e degustando le particolarità delle varie interpretazioni.
      E certo per gli altri artisti in scena questa esperienza davvero leggendaria sarà stimolo per cresceree perfezionarsi al meglio; e, anche a motivo della loro giovinezza e beltà, magari a richiamare curiosità interesse e passione per quest’arte così poliedrica, completa, così orgogliosamente italiana.
      Viva Verdi! Viva la Scala! Viva l’opera! Grazie Leo!!!
      Paola Ghilotti

      • lavocedelloggione gennaio 20, 2016 a 8:24 am #

        Brava Paola e benvenuta! Ci voleva una ventata di freschezza, un neofita che resta stupito, meravigliato dalla magia del teatro! Che bello, ne sono proprio felice; ti auguro che succeda ancora tante tante volte! Attilia

  2. parpignol gennaio 26, 2016 a 10:58 am #

    Cuando con 75 anni se canta, se recita, se dice y se siente como Leo se puede hacer lo que le de la gana. En el mes de diciembre le he visto dos veces en Madrid en el mismo rol. El proximo sábado 6 de febrero viajo a Milan para volverle a ver.

  3. lavocedelloggione gennaio 26, 2016 a 2:09 pm #

    Hai ragione Parpignol, ben detto e bienvenido a la Scala el 6 de febrero! Besos Attilia

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