Filarmonica della Scala

27 Mar

Filarmonica della Scala

Direttore Christoph von Dohnányi

Dal 13 al 15 Aprile 2015

Direttore  Christoph von Dohnányi
Baritono  Thomas Hampson
 PROGRAMMA
Gustav Mahler   Kindertotenlieder
Anton Bruckner   Sinfonia n. 4 in mi bem. magg.   “Romantische”
von Dohnanyi
__________________________________________________________________________
Concerti
Stagione della Filarmonica della Scala
30 marzo 2015 ore 20:00
Milano, Teatro alla Scala
Direttore Valery Gergiev
Pianoforte Yefim Bronfman
Johannes Brahms

Concerto per pianoforte no.2
44 minuti
Richard Wagner

Die Meistersinger von Nürnberg (I maestri cantori di Norimberga)
Preludio Atto I; Preludio Atto III
17 minuti circa
Aleksandr Nikolajevič Skrjabin

Poème de l’extase
22 minuti
Biglietti in vendit

16 Risposte to “Filarmonica della Scala”

  1. Massimiliano Vono marzo 30, 2015 a 12:56 pm #

    Il grande circo Barnumeira presenta:

    http://www.teatroallascala.org/it/stagione/concerti/2014-2015/concerti-straordinari/jonas-kaufmann.html

    a soli 145 euro la platea e 80 euro le gallerie.
    Venghino, siori e siore…Venghino.

    1000 posti in vendita!
    VENGHINO!!!

    Saluti

    -MV

  2. marco vizzardelli marzo 30, 2015 a 4:38 pm #

    Ed ecco a voi la famosa
    “Aria di Alexander”

    http://www.youtube.com/watch?v=DbJK50AgF18

    marco vizzardelli

  3. marco vizzardelli aprile 11, 2015 a 1:12 am #

    Un orchestrale de La Verdi, mi diceva, dopo la stupefacente replica di stasera-venerdì di Titano di Mahler e Quinta di Beethoven con la Verdi all’Auditorium di Milano: “In vent’anni, il “Titano” di Mahler ha sempre fatto parte del nostro repertorio, e l’abbiamo eseguito con fior di direttori. Ma mai ho provato quel che sto provando in questi giorni eseguendolo nella direzione di Jader. E le dico di più: se parlo non da strumentista ma da ascoltatore – e le conosco tutte, le grandi edizioni del Titano – io, come questa, non ne ricordo”.
    In qualche modo, è stata la medesima impressione vissuta da parte di chi qui scrive, e per questo ho aspettato un giorno, la replica e il riascolto (con un’orchestra, la seconda sera, praticamente perfetta e ovviamente più sciolta, le esecuzioni servono a questo) prima di scriverne. Ma il dato di fondo, era stato chiaro fin dal primo ascolto… e lascio di nuovo la parola all’orchestrale di cui sopra, che mi ha soggiunto. “Il fatto è che suonare con Bignamini è un’esperienza particolare, non solo perché è stato uno di noi, questo sarebbe banale. Ma perché si ha l’impressione che la musica gli germini, e si comunichi a noi esecutori, con una tale naturalezza e chiarezza e semplicità, che il nostro compito diventa un piacere e lo stimolo naturale a dare il massimo. Ci sono direttori, alcuni anche anche bravi o bravissimi, ma talora problematici, faticosi per se stessi e per noi. Suonare con Jader è trovarsi davanti uno dal quale la musica fuoriesce per germinazione. E le assicuro che anche per noi esecutori suonare diventa un puro piacere”.
    E questo è, esattamente, ciò che, dai tre/quattro anni dell'”apparizione” di questo direttore, stiamo vivendo noi, ascoltatori-frequentatori delle stagioni dell’Orchestra Verdi. La sensazione, esaltante, di una sorta di “germinazione” della musica da un corpo, da un’anima, da una persona. Tanti sono gli interpreti che si ammirano per intelligenza del testo, capacità e profondità d’analisi, proprietà dello stile. Ma la musica è ancora qualcosa d’altro. E Jader Bignamini ce l’ha dentro – e da dentro, dalle vene, dal cuore, dal corpo, dall’anima la comunica – con una semplicità e una naturalezza che lasciano disarmato – e felice: si esce felici! – l’ascoltatore. Senza far nomi d’altri o paragoni, dico che – da ascoltatore -è un’esperienza esaltante che si è pienamente ripetuta in questi giorni nell’esecuzione della Prima sinfonia di Mahler e della Quinta di Beethoven.

    marco vizzardelli

  4. marco vizzardelli aprile 13, 2015 a 10:03 pm #

    DA “X_FACTOR” ALLA SCALA. ECCO A VOI VON DOHNANYI!
    …………..
    ……………
    …………….
    Pare che Maria sia furente con Simona, e che “Raffa” litighi con tutti e due: . Mentre le tre “ragazze” della tv bisticciano fra loro, il Sovrintendente Pereira gongola: .

    marco vizzardelli

  5. marco vizzardelli aprile 13, 2015 a 10:05 pm #

    DA X FACTOR ALLA SCALA: ECCO A VOI CHRIS VON DOHNANYI
    Pare che Maria sia furente con Simona, e che “Raffa” litighi con tutti e due: . Mentre le tre “ragazze” della tv bisticciano fra loro, il Sovrintendente Pereira gongola: .

    marco vizzardelli

  6. marco vizzardelli aprile 13, 2015 a 10:06 pm #

    Pare che Maria sia furente con Simona, e che “Raffa” litighi con tutti e due: . Mentre le tre “ragazze” della tv bisticciano fra loro, il Sovrintendente Pereira gongola: .

    marco vizzardelli

  7. marco vizzardelli aprile 13, 2015 a 10:15 pm #

    DA X FACTOR ALLA SCALA. ECCO A VOI VON DOHNANYI !!
    …….
    …….
    Pare che Maria sia furente con Simona, e che “Raffa” litighi con tutti e due: “L’avevo scoperto prima io!!!””. Mentre le tre “ragazze” della tv bisticciano fra loro, il Sovrintendente Pereira gongola: “Quelle tre possono starnazzare quanto vogliono! Chris (Christoph Von Dohnanyi n.d.r,) l’ho scoperto io, e l’ho subito portato alla Scala! Mi è parso perfetto, l’ho intravisto una sera a X-Factor e me ne sono innamorato; se lo guardo in faccia, poi guardo me stesso allo specchio, sembro il suo pronipote! Per questo mi è piaciuto subito! Poi, non fosse per qualche pernacchia degli ottoni, sempre così irriverenti, l’orchestra lo ha adottato! Un Bruckner così lo faceva solo Bruckner! E le sorprese, cari amici abb
    onati e non, sono appena iniziate! Per l’inaugurazione della Stagione Sinfonica 2016-17 ho in serbo una sorpresa pazzesca! Ho voluto chiamarla “il ritorno alle origini”. Ho invitato per tutti voi – senza contratto! A che serve? Me lo invia direttamente il suo creatore – un direttore che neanche vi immaginate. Il famoso Adamo!! E’ un ragazzo in gambissima, tanto bravo quanto modesto: figuratevi che non vuole assolutamente essere chiamato Maestro.Tutt’al più – dice – chiamatemi Il Primo Uomo. Maestro fa sentir vecchio!. L’ho scritturato subito, senza firma, sulla parola del suo creatore manager,che mi racconta – sentite che storia! – d’averlo plasmato lui, così duttile direttamente…dall’argilla! Non so se
    crederci, ma se è vero è una storia fantastica quindi ho deciso che dovete poterlo ascoltare tutti. Metterò in vendita le tre repliche a 800 euro la poltrona, 1600 le gallerie perché sono più in alto. Una vera promozione: la Scala aperta a tutti per il Primo Uomo. Abbiamo già concordato parte del programma: eseguirà, con la nostra orchestra, i Quattro Ultimi Lieder (Primo Uomo, Ultimi Lieder: spiritosissimo!) e mi ha detto che penserà direttamente lui al soprano: una giovanissima, Si chiama Eva. Sua moglie. Largo ai giovani!!!!!! La mia, è una Scala spalancata sul futuro!!!!”.

    marco vizzardelli

  8. lavocedelloggione aprile 16, 2015 a 9:23 pm #

    Ho inserito nello stesso post di Gergiev anche von Dohnányi, visto che ormai era stato inserito un commento in proposito. Scusate per la negligenza! Attilia

  9. Gabriele Baccalini aprile 17, 2015 a 10:03 am #

    L’ultima volta che credo di avere sentito la Quarta di Bruckner alla Scala eraquella diretta da Seiji Osawa con la Boston Symphony. Ieri sera, dopo avere sentito la Filarmonica, ho riascoltato il disco di Jochum con i Berliner. So che sono confronti perfidi, ma dei punti di riferimento bisogna pur averli per giudicare correttamente.
    Cristoph von Dohnányi, 85 anni, ha alle spalle una carriera importante, ha raccolto l’eredità di George Szell a Cleveland e ha diretto molte orchestre tra le maggiori al mondo.
    Nei pianissimi degli archi, che nella sinfonia abbondano, riusciva a controllarli e a tenere insieme il suono, ma i fortissimi del “tutti” erano puri frastuoni, nei quali non si riconoscevano le linee del contrappunto degli archi con gli ottoni (inutile dilungarsi sul punto di questi ultimi alla Scala, ormai “repetita” non juvant), mentre il nitore del suono voluto da Jochum le rende assolutamente trasparenti.
    Va bene che un po’ per uno non fa male a nessuno, però nei Kindertotenlieder il primo corno era il giovane spagnolo molto bravo, mentre in Bruckner la squadra è cambiata e sono cominciati i dolori.
    Una volta parlavo con un enologo, che mi spiegava che quando si fa un vino con un uvaggio (mescolanza di diversi vitigni, come il Chianti, il Sassicaia o il Tignanello) bisogna che maturando i succhi di diversa provenienza si “leghino” per ottenere una buona bottiglia.
    Questo mi è venuto in mente ascoltando il concerto dell’altra sera. I reparti dell’orchestra scaligera sono in gran parte buoni o ottimi, ma non si “legano”, cosa che si ottiene con l’ascolto reciproco, con l’assiduità delle prove, con l’impegno del concertatore e all’interno di una buona “cantina”, cioè in una sala dalla buona acustica, dove la camera sonora dell’orchestra ha anche la copertura in legno, ecc.
    E’ inutile voler scimmiottare i Wiener se non si ha il doppio organico: la girandola degli “aggiunti” e anche quella dei violini di spalla (l’altra sera c’era una signora bionda, il cui nome non ho trovato nell’organico della Filarmonica) portano solo confusione e sciatteria, ciò che appunto si è sentito in questa edizione della sinfonia bruckneriana.
    Trovo poi di dubbio gusto la politica del “cimitero degli elefanti” di Pereira. I grandi artisti andavano chiamati quando erano al massimo delle loro capacità e non quando sono agli sgoccioli e magari muoiono prima di arrivare al concerto o all’opera.
    Ci sono giovani, anche italiani, di grande valore, come Mariotti, Bignamini, per non parlare di Andris Nelsons, che hanno raggiunto o superato l’età alla quale Claudio Abbado è stato nominato Direttore Artistico della Scala, ma non sono all’orizzonte delle stagioni scaligere.
    Si dice che Gardiner non dirigerà l’Otello di Rossini in luglio. Quale migliore occasione per chiamare Mariotti, rossiniano di riferimento per la frequentazione del ROF?
    Altra nota non lieta il declino, abbastanza precoce, della voce di Thomas Hampson, grande interprete mahleriano con Bernstein e i Wiener, ma è roba di qualche decennio fa.
    Diluvio di applausi per tutti, lo spirito critico è andato a nascondersi.
    Oppure sono io che devo reiascrivermi al blog col nickname “Sor Pedante Pelnellovo”?

    • lavocedelloggione aprile 17, 2015 a 10:53 am #

      Bravo Bacca, perfettpo, grazie! E’ esattamente quello che penso e che non avrei saputo dire così bene! Si capisce che questi vegliardi carichi di allori passati si riposano sulla loro fama e dirigono senza mettere quella carica innovativa, di stupore e sorpresa (sorpresa che deve partire in primis da loro stessi) che metteva sempre Claudio anche quando è arrivato al traguardo degli 80; bisogna essere giovani almeno dentro di sè per esprimere la musica in modo non accademico o routinario. E’ come un professore che sappia perfettamente l’argomento di una lezione ma non abbia più né le energie né la voglia di comunicare; potrà anche essere un luminare nel suo campo, ma non riesce più a trasmettere nulla di nuovo o di notevole e quindi diventa noioso per l’uditorio! Questo mi è sembrato sia il Bruckner sia il Mahler dell’altra sera! Baci a tutti Attilia

  10. Massimiliano Vono aprile 17, 2015 a 12:28 pm #

    Condivido Bacca. Non ho ascoltato il concerto per una semplice ragione: pur essendo abbonato alla stagione sinfonica ho rinunciato perchè la sera prima ho ascoltato a Roma la splendida Santa Cecilia con l’immenso Temirkanov e la straordinaria Argerich. Ora nel concerto ceciliano posso garantire che solo un’infinitesimo separava l’Orchestra di Santa Cecilia dalla Filarmonica di San Pietroburgo (da me recentissimamente ascoltata nella loro sala) e questo infinitesimo riguardava più una certa “scuola” ed aveva a che fare con le caratteristiche artistiche piuttosto che con il livello artistico (per intenderci, gli straordinari ottoni della Filarmonica di San Pietroburgo hanno la caratteristica di suonare, come tutte le orchestre russe, in maniera maggiormente “aperta”, rispetto al suono “coperto” delle altre orchestre di scuola tedesca che conferisce al tutto una spavalderia aggressiva, dove magari quelli di Santa Cecilia preferiscono una copertura maggiormente luminosa ma meno estroversa).
    Ecco, non ho ascoltato il concerto perchè non volevo “guastarmi il ricordo” di quello della sera prima ascoltando pernacchie e note scassate da corni e trombe e brutali stimpanamenti.

    Insomma, piuttosto che avere le orecchie disturbate meglio stare a casa e buttare via l’abbonamento.
    Ciao a tutti

    -MV

  11. marco vizzardelli aprile 17, 2015 a 1:31 pm #

    “piuttosto che avere le orecchie disturbate meglio stare a casa e buttare via l’abbonamento”.

    Condivido Vono. E condivido le considerazioni di Baccalini. Ma se le proponi, sai quanti ti danno addosso? Date una lettura ai varii blog. Gabriele è impressionato dagli applausi a sproposito. Anch’io, e anche da tante sortite verbali a sproposito
    E allora, che dire? Contenti loro… io, ad un certo punto scelgo la soluzione proposta da Vono. Tanto più che, altrove (e senza spendere chissacché) ci si cavano soddisfazioni
    d’ascolto ben differenti.

    marco vizzardelli

  12. GAbriele Baccalini aprile 17, 2015 a 2:07 pm #

    Due doverose precisazioni: la signora violino di spalla poteva essere Laura Marzadori, terza spalla dell’Orchestra della Scala con De Angelis e Manara, che però non figura nell’organico della Filarmonica. Ho fatto una faticaccia a trovare nel sito del Teatro l’organico dell’orchestra. Se era lei, l’hanno pescata in casa e poi questo mese non era difficile; a parte la preparazione di Turandot, c’era praticamente solo Giselle e nessuna opera in cartellone.
    L’altra cosa è che il “bombardiere” dell’Italiana di Mendelssohn e della Prima di Brahms non c’era: il timpanista ineccepibile era un signore dai capelli bianchi, che non ricordo di avewr visto prima.
    P.S. Il concerto Temirkanov-Argerich l’ho sentito alla radio, con i noti limiti delle registrazioni Rai. Incredibili la freschezza e la precisione del suono della Argerich (che ha un anno più di Pollini) e del trombettista nel concerto di Sostakovic, di cui hanno bissato il finale. Temirkanov ha finalmente diretto Haydn e Dvorak invece dei soliti russi che di solito presenta in Italia: semplicemente magistrale. Viene da una scuola, quella di Mravinskij, che non conosce frontiere. Basta ascoltare il Wagner e il Bruckner del sommo Evgenij per convincersi.

  13. Massimiliano Vono aprile 17, 2015 a 2:52 pm #

    Il bello è che quando incontri i critici fuori dai concerti scaligeri questi sono inorriditi di fronte ai suonacci che ascoltano…poi a leggerli al massimo si dice che la Quarta di Bruckner è stata suonata “non senza fatica”…

    Ma fatica di che? Che razza di orchestra è che “fa fatica” a suonare la Quarta di Bruckner? Cosa diremmo di un Pollini, di una Argerich, di uno Zimerman a leggere che “fa fatica” a suonare un pezzo di repertorio qualunque?

    Roba da matti. Coraggio a quattro mani. Chiudere e rifondare.
    Ciao

    -MV

  14. MGL aprile 18, 2015 a 11:26 am #

    Scusate la diversione – sono fuori tema.
    Ero ieri 17.04 all’Auditorium ed ho assistito alla esecuzione della Sinfonia n. 3 di Mahler diretta da Peter Flor con la voce del mezzosoprano Montiel.
    Non la avevo mai sentita in esecuzione “dal vivo” ed ho limitati punti di confronto – mi scuso.
    La diversione dell’argomento è giustificata – spero – dalla grande emozione che mi ha dato la sua esecuzione, non solo per la “materia prima” cioè la partitura, ma per gli infiniti colori che la Verdi è riuscita a dare in una serata dove tutti orchestrali, cantante e cori mi sono parsi concentratissimi dal primo all’ultimo momento, bene diretti ed ottimamente amalgamati.
    Ho colto nella Verdi il piacere di suonare assieme una opera complessa al meglio e questo, al di la di qualche minima sfasatura di qualche attacco, credo sia stato colto dalla gran parte degli ascoltatori, che hanno espresso alla fine grandi apprezzamenti per ciascuno dei principali “attori” e per l’intero assieme.
    Mi chiedo se orecchie più esperte delle mie hanno assistito ieri alla rappresentazione, per avere possibilmente un commento più corretto.
    Scusatemi, ma seguendo anche la Filarmonica in parte delle sue esecuzioni, non può essere che la Verdi stia eseguendo meglio in questi ultimi mesi almeno?

  15. marco vizzardelli aprile 20, 2015 a 12:19 pm #

    Certo! MOLTO MEGLIO!! E infatti lo stiamo dicendo da tempo.

    marco vizzardelli

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