Filarmonica della Scala

2 Mar
02  marzo  2015

 

Milano, Teatro alla Scala
Direttore Christoph Eschenbach
Felix Mendelssohn-Bartholdy

Sinfonia no.4 Italiana
27 minuti 
Johannes Brahms

Sinfonia no.1
45 minuti

10 Risposte to “Filarmonica della Scala”

  1. marco vizzardelli marzo 4, 2015 a 8:43 am #

    Ha avuto gran successo collettivo ma ha fatto discutere i singoli la Prima di Brahms. Io sono fra i favorevoli: nell’ambito di una tradizione “tedesca”, la possente architettura sonora innalzata da Eschenbach mi ha affascinato, e l’orchestra gli ha risposto veramente bene, come da qualche tempo non la ascoltavo. Certo, il peso sonoro può non piacere a tutti.
    Più generica, nel tono fra frenetico e forse eccessivamente languoroso, l’Italiana.
    In ogni caso, una buona prova della Filarmonica con un direttore con il quale è indubbiamente affiatata.

    marco vizzardelli

    • Fabrizio marzo 5, 2015 a 2:17 pm #

      ENNESIMA BUFFONATA SCALIGERA.
      In realtà si sapeva già dall’inizio in quanto gli appuntamenti milanesi non sono MAI comparsi nel sito ufficiale di Kaufmann. Inoltre quelli della Scala sono così idioti che hanno detto che Kaufmann non canterà per rimanere vicino alla famiglia quando si esibisce in altre città

      Jonas Kaufmann rinuncia a Cavalleria ma canta in concerto alla Scala
      All’inizio della stagione in corso Jonas Kaufmann ha chiesto al Teatro alla Scala di poter rinunciare alle recite di Cavalleria rusticana programmate per giugno 2015.
      Tale richiesta si basava sulla necessità per Jonas Kaufmann di restare, in quel periodo, vicino alla sua famiglia: una motivazione privata che abbiamo infine accolto.
      Abbiamo cercato di trovare un’alternativa per garantire la presenza dell’artista alla Scala.
      Siamo quindi lieti di poter annunciare Jonas Kaufmann in un concerto di arie d’opera con la Filarmonica della Scala diretta da Jochen Rieder domenica 14 giugno 2015 alle ore 20. Il programma sarà comunicato a breve.

  2. marco vizzardelli marzo 5, 2015 a 2:43 pm #

    Fabrizio, sotto Lucio Silla trovi i commenti miei e di Vono al riguardo, già postati. Ricopiati lì, se puoi, così possiamo andare avanti a parlarne. Mai la Scala è scesa così in basso.

    marco vizzardelli

  3. marco vizzardelli marzo 6, 2015 a 10:04 am #

    Milano conosce e applaude da una vita il grande pianista Olli Mustonen. Ma non lo si conosceva in veste di direttore, ed è stata, all’Auditorium, una rivelazione. Potremmo dire che il direttore supera il pianista, se non fosse una sciocchezza, perché in realtà, il direttore è identico al pianista, il musicista è un tutt’uno: uno tsunami di musicalità che ha mandato in letterale estasi l’orchestra Verdi. Bisognava vedere gli sguardi adoranti degli orchestrali e bisognava ascoltare la duttilità e disponibilità con la quale la Verdi ha seguito gli estri (e che estri!) di Mustonen in una serata tutta mozartiana che ci ha ricordato, per freschezza e musicalità, i meravigliosi concerti di Sandor Vegh al Mozarteum, ed è un paragone storico che fa onore a Mustonen e all’orchestra.
    Il suono ovattato inventato da Mustonen e gli slanci nel meraviglioso Divertimento k136. La gran pompa sonora del concerto dell’Incoronazione (qui Mustonen, al piano, si è rivelato forse meno esatto di un tempo, ma è chiaro che gli interessa più la poesia che le note, ed è molto meglio così). E la strepitosa seconda parte. Nella Serenata nr 6 in r maggiore – che da sola valeva la serata – quattro prime parti della Verdi si sono lanciate, davvero travolgenti di umorismo, in un tourbillon guidato con immenso gusto da Mustonen: il rondò finale meritava il bis, spero che stasera lo concedano. E Mustonen ha concluso la serata con una monumentale esecuzione della sinfonia k 504 “Praga”: di nuovo uno spettacolo il “presto” conclusivo. Bellezza di suono a profusione e un atteggiamento gioioso, libero, di suorema musicalità degno di un ancor giovane Bernstein finlandese. Già, la Finlandia. Dopo Salonen, ecco ora la novità sul podio di questo rivelatorio Mustonen. Dal Nord ci arrivano genii. E noi li applaudiamo con entusiasmo.

    marco vizzardelli

  4. E. marzo 6, 2015 a 6:33 pm #

    Eschenbach, un artista che stimo parecchio, un direttore “di quelli di una volta”, solido costruttore e concertatore.

  5. Tiziano marzo 6, 2015 a 6:47 pm #

    L’intervista di Chailly è preoccupante sotto molti punti di vista. Qui c’è da ricostruire un teatro, e il Riccardo discetta di pizza-pasta-e-pomodoro e quant’è-bella-l’Italia e tempio-della-lirica…
    Solo quando dirige quest’uomo è più retorico e noioso di quando parla.

  6. marco vizzardelli marzo 7, 2015 a 12:11 am #

    Alla replica di stasera, alla Verdi, è andato perfettamente a posto il rapporto solista-orchestra nel Concerto dell’Incoronazione, che ha goduto di una strepitosa prova del Mustonen-pianista: timbro, sgranatura, tutto una meraviglia.

    marco vizzardelli

    P.s. Le banalità scaligere di Chailly sono così lontane dalla sua ex-orchestra… Ormai bisogna andar lì, a Milano. La Scala è obsoleta

  7. Massimiliano Vono marzo 7, 2015 a 1:44 pm #

    L’attacco al tasto e la capacità di differenziare la dinamica nota per nota ad altissima velocità di Mustonen nella mia vita l’ho ascoltata solo da un altro pianista: Igor Kamenz.
    Speriamo in un ritorno di Mustonen alla Verdi, magari proseguendo un ciclo Mozart o inaugurandone uno Haydn…Si tratta di un interprete di genio in grado di innalzare con la sua presenza la qualità di qualsiasi stagione musicale.

    Saluti

    -MV

  8. marco vizzardelli marzo 16, 2015 a 4:17 pm #

    Jeux di Debussy, Jeu de Cartes di Stravinskij, I Tiri Burloni di Till Eulenspiegel di Richard Strauss, Metaboles di Dutilleux. Questo l’originale e intelligente programma sul tema del “gioco”, impaginato da Daniele Gatti nell’applauditissimo concerto tenuto giovedì, venerdì e sabato scorsi al Gasteig di Monaco di Baviera, alla guida della splendida Bayerischer Rundfunk, che il maestro milanese ha guidato in un repertorio non tutto consueto (a parte Strauss) per l’orchestra, la più”affettuosa” e duttile nel suono fra le grandi compagini tedesche. Esiti di altissimo livello, classico omaggio dell’orchestra (tutta seduta, agli applausi) al direttore e magnifica accoglienza del pubblico ad un programma non esattamente “facile”, ma bellisssimo.

    marco vizzardelli

    • E. marzo 18, 2015 a 10:27 am #

      Daniele Gatti continua a mietere successi all’estero, com’è giusto che sia per un direttore di tale intelligenza, preparazione e sensibilità musicale. Lo aspettiamo con grande attesa ad aprile alla Scala, dove proporrà un programma tutto sommato desueto (specialmente nella prima parte del concerto), ma interessante.
      Edoardo

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