24 Ott

Staatskapelle Dresden

Serata a favore del FAI – Fondo Ambiente Italiano

Direzione

Direttore  Myung-Whun Chung
 Programma
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 20 in re min. K 466 per pianoforte e orchestra Daniil Trifonov, pianoforte
Gustav Mahler
Sinfonia n. 9

Filarmonica della Scala

Direttore André Previn

Dal 24 al 30 Ottobre 2013

Programma

Johannes Brahms
Sinfonia n. 3 in fa magg. op. 90 Sinfonia n. 4 in mi min. op. 98
Filarmonica della Scala

Ensemble Intercontemporain

In memoria di Luciana Pestalozza

Direzione

Direttore  Matthias Pintscher  (in sostituzione di Pierre Boulez)
Pianoforte
Maurizio Pollini

Programma

Ludwig van Beethoven
Sonata in do magg. op. 53 (“Waldstein”) Sonata in fa magg. op. 54 Sonata in fa min. op. 57 (“Appassionata”)
Pierre Boulez
Sur Incises per 3 pianoforti, 3 arpe e 3 percussionisti
 Per motivi di salute Pierre Boulez ha dovuto rinunciare a dirigere il suo brano “Sur Incises” nella seconda parte del primo concerto del Progetto Pollini, con l’Ensemble Intercontemporain, domenica 27 ottobre al Teatro alla Scala. Sul podio sarà Matthias Pintscher, direttore musicale dell’Ensemble intercontemporain.

Una Risposta to “”

  1. marco vizzardelli ottobre 24, 2013 a 11:41 pm #

    Purtroppo ho perso Chung – uno dei massimi, bisognerà pur dirlo, prima o poi, dei nostri tempi, per profondità “morale” di leottura unita a tecnica trascendentale. So che il concerto, pianista compreso, è stato memorabile. Con ogni probabilità salterò anche Pollini, per lavoro. Ho invece visto e sentito Previn.
    Ora, l’emozione, anzi il turbamento del “visto” rischia di condizionare il “sentito”. E l’omaggio ad un personaggio glorioso, famoso e prestigioso mai giunto alla Scala è lodevole. Ed era giusto che- così come è accaduto – l’orchestra desse l’anima, letteralmente assistendo il celebre compositore-direttore. La Filarmonica ha suonato la Terza e Quarta di Brahms con una dedizione all’uomo e alla causa che fa onore all’orchestra. Se, tuttavia, esulo dal “visto” (una stretta al cuore, ho provato angoscia e chi assisterà alle repliche capirà) e sto al “sentito”, cioè all’interprete, immagino che il direttore sul podio fosse un cinquanta-sessantenne, diciamo così, d’esperienza.Ed è giusto immaginarlo, perché mani (splendide) di Previn e senso del suono e della frase sono integri. Cosa direi? Che ho ascoltato un appropriatissimo, signorile, ben suonato, ineccepibile (Terza, l’esito a mio avviso migliore), stilistico, talora un po’ (o alquanto: secondo movimento e parte centrale della Passacaglia della Quarta) inerte Brahms. Ma, in un lampo, il pensiero e la memoria corrono alle Terze e Quarte (e Prime e Seconde) sinfonie di Brahms eseguite ed interpretate, qui alla Scala, con questa stessa orchestra, da Carlo Maria Giulini anche ultraottantenne. E, scusate, se non avete memoria storica e musicale non capite quel che stiamo dicendo: ma il colossale Brahms del Giulini ultraottantenne era veramente un’altra “cosa”, dalla elegante “civiltà” di questa sera! Con l’ultraottantenne Giulini eravamo nella Storia, con l’ultraottantenne Previn siamo nel buon costume.

    marco vizzardelli

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