21 Ott

Jonas Kaufmann

Tenore

Pianoforte  Helmut Deutsch

Programma

Franz Liszt
Vergiftet sind meine Lieder, S 289 Im Rhein, im schönen Strome, S 271/2 Freudvoll und leidvoll, S 280 Es war ein König in Thule, S 278/2 
Robert Schumann
Dichterliebe, op. 48 1. Im wunderschönen Monat Mai 2. Aus meinen Tränen sprießen 3. Die Rose, die Lilie, die Taube, die Sonne 4. Wenn ich in deine Augen seh’ 5. Ich will meine Seele tauchen 6. Im Rhein, im heiligen Strome 7. Ich grolle nicht 8. Und wüßten’s die Blumen, die kleinen 9. Das ist ein Flöten und Geigen 10. Hör’ ich das Liedchen klingen 11. Ein Jüngling liebt ein Mädchen 12. Am leuchtenden Sommermorgen 13. Ich hab’ im Traum geweinet 14. Allnächtlich im Traume 15. Aus alten Märchen 16. Die alten bösen Lieder
Richard Wagner
Wesendonk Lieder 1. Der Engel 2. Stehe still! 3. Im Treibhaus 4. Schmerzen 5. Träume
Richard Strauss
Schlechtes Wetter, op. 69 n. 5 Schön sind, doch kalt die Himmelssterne, op. 19 n.3 Befreit, op. 39 n. 4 Heimliche Aufforderung op. 27 n. 3 Morgen op. 27 n. 4 Cäcilie op. 27 n. 2

5 Risposte to “”

  1. marco vizzardelli ottobre 21, 2013 a 11:52 pm #

    Recital memorabile, al termine del quale, nei bis, JK sa
    anche essere cordiale, sdrammatizza e nello stesso tempo celebra sia Verdi che Wagner, dando un’incredibile prova di maestria in entrambi. “O tu che in seno agli angeli” è stata una strepitosa, incredibile dimostrazione di teatro vocale. Un tenore in grado di eseguire nella stessa sera Dichterliebe, i Wesendonk Lieder e il recitativo e aria da La Forza del destino ad un tale livello di colori, espressione, consapevolezza del testo e della musica, linea e gusto musicale quale… magari molti direttori l’avessero!, è un interprete fin da oggi – vivente e ancor giovane – nella storia del canto. Piaccia o no: ovvero, tutte le bambanate da puzzette snob su tale nota intubata, tale emissione particolare si infrangono su una personalità artistica di tale portata da trascenderle. E’, né più né meno come dire che la voce della Callas era a tratti difettosa. Grazie, lo sappiamo. Si dà il caso sia la più grande di sempre. Come Kaufmann è il più grande di oggi (e, direi, anche di qualche altra epoca). Recital di sbalorditiva profondità artistica, pianista compreso. Ora ho sonno e vado a nanna. Ma ne riparlo.

    marco vizzardelli

  2. Gabriele Baccalini ottobre 22, 2013 a 1:04 pm #

    Kaufmann ha succhiato i Lieder dal biberon. La sua prima comparsa importante alla Scala fu un recital di canto e già si capì che aveva grandi prospettive.
    Io sono convinto che la pratica liederisstica sin da giovani conferisca ai cantanti una proprietà stilistica, che le voci di pura opera difficilmente raggiungono.
    Ieri sera, e ho poco da aggiungere a quanto ha scritto Vizzardelli, non solo si è confermato grandissimo nel repertorio austrotedesco (bellissima l’idea di finire con Lehar, mica poteva andarsene dopo il “pietà di me” della Forza!), ma ha esibito un canto verdiano che oggi non ha confronti nel registro tenorile, a dispetto della generale diffidenza, che anch’io confesso di avere condiviso fino a ieri o almeno fino al Don Carlo di Salisburgo con Pappano.
    Aggiungo solo, per chi non lo sapesse, che nei giorni scorsi ha riscosso un grande successo nella Fanciulla pucciniana a Vienna.
    Un vero fenomeno, e speriamo che duri.

    • proet ottobre 22, 2013 a 2:52 pm #

      Kaufmann è davvero un grande talento e, a mio parere, canta come tutti dovrebbero cantare.
      Io lo ascoltai cantare Verdi in una situazione molto informale – un cena post recita fine anni ’90, non ricordo più dove ma non in Italia – ed era già a posto, bellissimo colore, potenza quanto basta e musicalità ed eleganza da vendere. Roba che tanti altri se la sognano anche dopo anni. Speriamo si conservi, sì.

  3. marco vizzardelli ottobre 22, 2013 a 3:26 pm #

    L’esecuzione-interpretazione dei lieder di Richard Strauss forse è stato il top assoluto di un recital peraltro spettacoloso nel suo complesso. La delicatezza e il filo di suono in Morgen, la vera orchestra vocale (colori e potenza, e sempre con misura) scatenata in Caecilie sono forse stati i vertici della serata.
    Si annuncia Winterreise in primavera? Non vedo l’ora!
    Un tale livello nei diversi repertori lascia, comunque, sbalorditi. Meraviglioso lo scarto espressivo fra la misura, l’interiorizzazione (ma con fuoco che arde, dentro) mostrata nel lied tedesco, e il senso del teatro, la passionalità (mai sbracata, peraltro) della spettacolosa “lettura” vocale-scenica (le mani, il volto, la voce) dell’aria (e prima ancora recitativo, straordinario) di Alvaro.

    marco vizzardelli

  4. Gabriele Baccalini ottobre 22, 2013 a 4:08 pm #

    Dopo aver letto il curriculum di Kaufmann nel programma di sala, sono andato a frugare nell’archivio storico della Scala e ho trovato che negli anni ’90 lui aveva cantato in alcune repliche di Traviata, in una stagione nella quale si alternavano in tre e lui non era neanche il primo. Nel 1999 partecipò al Fidelio di Sant’Ambrogio, ma nella parte di Jaquino, per cui mi pare che nessuno di noi ci abbia fatto caso. Quanto alla Traviata, probabilmente ho ascoltato un altro tenore, mentre nel Fidelio non è che uno fa gran caso al tenorino che fa l’infelice innamorato di Marzelline. Certo adesso mi piacerebbe sentirlo da Florestan. Chissà…

    P.S. A 70 euri Chailly la Sinfonia dei Mille se la suona e se la canta lui, almeno per
    quanto mi riguarda.

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