10 Ott

BUON COMPLEANNO PEPPINO!!!!

2 Risposte to “”

  1. masvono ottobre 11, 2013 a 11:30 am #

    Si proprio un bel compleanno . Alla Scala nemmeno un concerto. Al Met avrebbero fatto una celebrazione con tutti i maggiori direttori d’orchestra, se in Usa fosse nato un tale di nome Giuseppe Verdi, professione musicista.
    Scala!! Delle letture e conferenze a Verdi non importava nulla! Musica!!!!

    -MV

  2. marco vizzardelli ottobre 11, 2013 a 4:24 pm #

    E’ pur vero che l’idea del teatro aperto ha funzionato, e va considerato che un concerto alla Scala il 10 ottobre si sarebbe accavallato con quello, di ottima riuscita, dato all’Auditorium dall’Orchestra Verdi, dal quale sono sortite
    altre perle del direttore Jader Bignamini, fresco reduce dal Boccanegra a Parma, di cui ho già riferito. La Verdi, al solito ha dato anima e cuore. Tappeto sonoro steso per la sontuosa voce della Chiara Taigi nell’Ave Maria dell’Otello: struggenti, lei Bignamini e archi della Verdi, una meraviglia. Favolosa concertazione dei legni (non si nasce clarinettista per niente!) nella Sinfonia de La Battaglia di Legnano. Scintillante l’orchestra e preciso il coro della Gambarini nel “Vedi le fosche notturne etc” da Trovatore, e intensa la Tiziana Carraro in “Stride la Vampa. Teatralissimo e di travolgente sensualità, il direttore, nel duetto Aida-Amneris atto 2: la Carraro-Amneris è più “sottile”, rispetto ai centri di velluto della Taigi-Aida, ma è tutto così intenso, teatrale, che non pare una versione da concerto. Smagliante di virtuosismo espressivo il Bignamini nelle danze di Aida e in un Trionfo stereofonico , là dove gioca con le dinamiche e il suono, e con i tempi, dando vita ad una vera regia sonora, in mancanza di scene e costumi. E tutto il suo Verdi avviene – anche quando diventa ardente – con quell’eleganza e quella bellezza di suono. Successo interminabile, bis con Taigi ne La Vergine degli Angeli. E, come a Parma su tutto resta nell’anima, con un’orchestra diversa, la medesima luminosità di “quel” suono, che, evidentemente, a Jader Bignamini sgorga dall’anima.

    marco vizzardelli

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