25 Feb

Filarmonica della Scala

Direttore Daniel Harding

Harding

Dal 25 Febbraio al 2 Marzo 2013

Direzione

Direttore  Daniel Harding
 CAST
Soprano  Dorothea Röschmann
Baritono  Matthias Goerne
Programma   
Richard Wagner
Da Tristan und Isolde Preludio e morte d’Isotta
Gustav Mahler
Da Il corno magico del fanciullo (Lieder aus Des Knaben Wunderhorn Piccola leggenda del Reno (Rheinlegendchen) La vita terrena (Das irdische Leben) Canto notturno della sentinella (Der Schildwache Nachtlied) Luce primigenia (Ulricht) Canto del prigioniero nella torre (Lied des Verfolgten im Turm) Chi ha inventato questa canzoncina? (Wer hat dies Liedlein erdacht?) Lode dell’alto intelletto (Lob des hohen Verstandes) Fatica sprecata (Verlor’ne Müh) Sant’Antonio da Padova predica ai pesci (Des Antonius von Padua Fischpredigt) Dove suonano le belle trombe (Wo die schönen Trompeten blasen) Conforto nella sfortuna (Trost im Unglück) Sveglia (Revelge) Il tamburino (Der Tamboursg’sell)
______________________________________________________

Rachmaninoff, Due pianoforti

Serge Rachmaninoff Foundation

nel 70° anniversario della morte e in occasione del 140° anniversario della nascita
Ridotto dei palchi “A. Toscanini”

Pianoforte

Vakhtang Kodanashvili
Edisher Savitski
 Programma
Serge Rachmaninoff
Rapsodia su un tema russo
Fantaisie – Tableaux (Suite n. 1) op. 5
Suite n. 2 op. 17
Danze sinfoniche op. 45

4 Risposte to “”

  1. marco vizzardelli marzo 1, 2013 a 3:58 pm #

    Concerto a due volti. Nella prima parte (faccio riferimento alla seconda serata), il Preludio e Morte d’Isotta ha sofferto d’un’esecuzione piuttosto sciatta (squilibri fra gli ottoni, attacchi non sempre puliti). Harding lo aveva già eseguito di recente, lo immette spesso nei suoi programmi con diverse orchestre, penso sia evidente che ama (e con ragione) questa musica, ma l’impressione, dopo ripetuti ascolti, è che non riesca (o forse non ancora) a giungerne al cuore, pur volendolo.
    Di ben altro livello l’esecuzione, ma soprattutto la lettura di autentico interprete, data da Harding al ciclo del Corno Magico. Intanto, stupenda la concertazione: un pulviscolo sonoro, sempre leggero, un gioco ininterrotto di ombre e improvvise luci e un c”clima” generale struggentissimo che, alla fine dei due “noir” di chiusura (i due canti dei tamburini) lascia l’ascoltatore con un (se vogliamo atroce, ma nello stesso tempo bellissimo), silenzioso “spleen” dell’anima. Dorothea Roschmann e Matthias Goerne aderiscono meravigliosamente a questa lettura di “tragica leggerezza” e di chiaroscuri. Il tono raramente si alza, tutto è giocato sull’espressione. Una grande lettura cui l’orchestra, qui più precisa, dà contributo di colori e fraseggio.

    marco vizzardelli

  2. marco vizzardelli marzo 1, 2013 a 4:19 pm #

    Mi hanno molto divertito, su altri forum, le note (perfettamente plausibili) sul letargo del catatonico pubblico del Turno A dei concerti scaligeri (anche i turni A e B delle opere non scherzano..). Io son stato presente al Turno B e la platea pareva un po’ più vispa (ma c’erano i commentini delle sciurette : “ah, ma com’è triste!”. Be’, è Mahler, non Crozza!). Però, ieri sera all’Auditorium commentavamo con conoscenti (per l’appunto abbonati turno A concerti sceligeri, ma provvisti d’anima) la differenza di calore e partecipazione fra il pubblico della Verdi (un’autentica dimostrazione di affetto a orchestra e direttore Zhang Xian dopo la Terza di Mahler, non perfetta ma piena d’anima) e gli abbonati scaligeri per i quali sembra che tutto sia dovuto. Non è una fortuna, per l’orchestra della Scala e gli artisti invitati, esibirsi davanti ad un pubblico di questo tipo.

    marco vizzardelli

  3. marco vizzardelli marzo 12, 2013 a 7:49 pm #

    (in attesa che Attilia apra la relativa sezione, scrivo qui del concerto Noseda-Buniatishvili)

    Non mancate le repliche del concerto Rachmaninov- Noseda-Buniatishvili, in replica ancora due volte alla Scala. E’ da non perdere proprio per lei, la pianista (come puntualmente narra la recensione su OC). Khatia Buniatishvili è un concentrato di fascino personale (è affascinante l’uso, non solo l’uso delle mani, ma di tutto il corpo, alla tastiera) e impressionante talento. Se l’esecuzione del concerto nr 2 di Rachmaninov ne ha esaltato le doti anche di introspezione (Noseda, che qui è in pieno nel suo territorio d’elezione, le è stato ottimo compagno di viaggio, salvo qualche sonorità eccessiva), l’esecuzione de La Valse (come giustamente scrive Luchetti) è stata l’evento della serata. Quest’inverno mi è accaduto di ascoltarne una sconvolgente lettura di Georges Pretre alla guida dei Wiener Philarmoniker. Ho ritrovato qualcosa di simile nella impressionante esecuzione-interpretazione della Buniatishvili al piano: dall’inizio magmatico (il piano sembra un’orchestra: lo eseguiva così Celibidache, e scuisate se è poco) c’è tutto il senso del valzer che via via “impazzisce” , come in una tragica centrifuga, per poi schiantarsi nel caos. La giovane pianista georgiana ha realmente toccato le “corde” interpretative d’una sorta di… fine di un mondo, forse fine della musica: lo ha fatto con un virtuosismo per nulla fine a se stesso, ma intriso di dolore (c’è tanto dolore, anche nel suo Rachmaninov). Un’esecuzione dalla quale si esce attoniti, non solo e non tanto per la “bravura” in se stessa, ma per l’intensità di una lettura che – facendo apparente violenza – va al nocciolo della “tragedia sonora” inventata da Ravel sul ritmo di valzer.
    Ed è particolarmente che, di entrambi i lavori, il Rack2 e La Valse, abbia dato in tempi recenti lettura opposta nel tipo di sonorità e nel clima interpretativo, ma ugualmente valida, l’altra giovanissima, straordinaria pianista d’oggi: Yuja Wang, che approda ad esiti altrettanto straordinari nel “tema” d’una spietata, algida purezza di suono ed articolazione. La Buniatishvili approda a Rachmaninov e alla tragedia sonora de La Valse su un piano differente: “fuoco” dell’anima e del suono. Il pianismo femminile ha vissuto ( e vive: sarà in questi giorni a Lucerna) la grandezza di Martha Argerich. Wang e Buniatishvili ne sono – ciascuna nella sua originalità – in qualche modo il “seguito”, per fascino, bravura e doti d’interpreti.

    marco vizzardelli

  4. marco vizzardelli marzo 12, 2013 a 7:57 pm #

    Va da se che per leggere recensioni bisogna ormai andare sui forum on-line: Opera Click o Disc o qui, o altri ancora, e questi cito, nella perdurante ASSENZA dei quotidiani. Il Corriere della Sera ormai vive solo dei deliri dell’Isotta sui suoi “amici”, gli altri si esprimono una tantum.
    Sul giornalismo musicale in Italia, meriterebbe davvero – come disse Attilia a proposito del caso Isotta – aprire una seria discussione.

    marco vizzardelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: