21 Mag
Stagione della Filarmonica della Scala
21 maggio  2012
Milano, Teatro alla Scala
Fabio Luisi Direttore
Rafał Blechacz
             
Gabrieli, Giovanni Tre canzoni: Canzon XIII – Canzon I – Sonata XIX Trascrizione per grande orchestra di Claudio Ambrosini
van Beethoven, Ludwig Concerto per pianoforte e orchestra n.4 in sol magg. op. 58
Casella, Alfredo Paganiniana
Respighi, Ottorino Feste Romane, poema sinfonico

17 Risposte to “”

  1. lavocedelloggione maggio 21, 2012 a 8:58 pm #

    Bellissimo concerto stasera, direttore, pianista e orchestra. Bravi bravi bravi tutti! Entusiasmo e applausi a non finire. Che bello! (vado a farmi una pastasciutta adesso) A.

    • GloriaCortesi maggio 22, 2012 a 9:33 am #

      Concordo! Un concerto entusiasmante anche grazie alla lettura del maestro Luisotti molto chiara e definita; non del tutto di mio gradimento soprattutto in Beethoven, ma di certo travolgente!

  2. lavocedelloggione maggio 22, 2012 a 9:42 am #

    Infatti, una bella lettura. Avevo appena sentito il ring al MET e a questo punto lo ammiro ancora di più perché lì era stato più lirico e rarefatto, il contrario del Wagner teutonico, forse a volte anche troppo lento (a rischio di noia), mentre ieri ha dato un’impressione di energia travolgente ma perfettamente controllata! Il che significa che è un direttore che sa cambiare lo stile interpretativo a seconda della partitura che esegue. E poi mi è piaciuto moltissimo il giovane pianista, anche lui limpido, suono mai sporco, tutto a fuoco e scorrevole; forse niente di speciale o di diverso nell’interpretazione del quarto di Beethoven, ma comunque una bella interpretazione classica e pulita. Nei bis poi ha fatto intendere come si sia meritato il premio Chopin 7 anni fa!

  3. marco vizzardelli maggio 22, 2012 a 10:38 am #

    trattasi del Maestro Luisi

    marco vizzardelli

  4. marco vizzardelli maggio 22, 2012 a 12:38 pm #

    Il 27 agosto: DICASI 27 agosto, APPARE sui programmi della Scala l’Anteprima (sic) della Messa da Requiem di Verdi diretta da Barenboim che andrà poi ai festival di Lucerna e Salisburgo. Mica male come operazione commerciale, ai milanesi si offre una prova a SALATO PAGAMENTO (chissà da dove arriverà Barenboim quel giorno, chissà che voglia di suonare) di una cosa che sarà pronta poi. MA PER FAVORE!!!!!!!!!!!!! Vi prego, milanesi, lasciatela deserta!!!!!!

    marco vizzardelli

    • lavocedelloggione maggio 22, 2012 a 1:12 pm #

      Ma è chiamata anterpima e non prova, come dire che per i milanesi in anteprima puoi sentire il requiem con Kaufmann, Pape, Harteros e Garancia, E’ un concerto a tutti gli effetti, non una prova, se poi ci sono ragionevoli dubbi che usino questo come prova prima di andare a Lucerna e Salisburgo, vabbé, ti concedo che puoi aver ragione a pensare male, ma d’altra parte noi avremo ragione di pretendere che sia un vero concerto, non una prova! (e perché sia un vero concerto non basta che siano tutti vestiti da pinguini i maschi e le donne in lungo!!!)

  5. lavocedelloggione maggio 22, 2012 a 1:13 pm #

    Alla fine, scusami Vizza, ma io gli utlimi due potabili me li sono comprati! Baci baci baci Attilia

  6. marco vizzardelli maggio 22, 2012 a 1:16 pm #

    165 EURO

    altro che pretendere!!!!!!!!!! Se non sono pronti è roba da coprirli di buuu e insulti!

    Io ne faccio a meno, lascio alle (eventuali) orde dei giap il piacere….

    marco vizzardelli

  7. marco vizzardelli maggio 22, 2012 a 1:45 pm #

    Faccio notare che nello stesso, identico periodo vado a Stresa ad ascoltare Daniele Gatti e la Gustav Mahler in un fantastico programma (Suite Cavaliere della Rosa, La Valse, ecc.) che portano anche a Lucerna, ma a Stresa mi costa 25 euro. Idem come sopra Ivan Fischer e la Budapest nella Quinta di Mahler. Idem come sopra Paavo Jarvi e l’orchestra di Francoforte. Ma quando la finiamo di prendere per i fondelli la gente, alla Scala? Eddai!!

    marco vizzardelli

  8. Gabriele Baccalini maggio 22, 2012 a 2:44 pm #

    A me è piciuto molto Blechacz per la leggerezza e la varietà di colori che ha messo nel 4° di Beethoven e nelle Mazurke dei due bis. Ho sentito alla radio Mustonen che dirigeva e suonava il terzo e sembrava un tritaghiaccio. La mano destra di Blechacz faceva la cosa più difficle, il piano-veloce, con una naturalezza incredibile. Luisi e l’orchestra lo hanno accompagnato in modo impeccabile, ma la cifra interpretativa era quella del pianista.
    Per il resto, molto sapida ed eseguita virtuosisticamente dall’orchestra (quando vogliono, quei dannati…) era la Paganiniana di Casella.
    Certo, se Luisi ci avesse aggiunto la Scarlattiana (con la disponibilità di Blechacz, ovviamente) e non quella trombonata respighiana, il concerto sarebbe stato un po’ più raffinato, dopo avere aperto con quell’altro orrore delle 2 Canzone e 1 Sinfonia di Gabrieli, scritte a cavallo tra Cinque e Seicento e trascritte per grande orchestra, piena di xilofoni, gong e campanacci, con dedica al Maestro Muti, da tale Claudio Ambrosini per Milano Musica 1988. Mi viene da pensare che l’angelica Luciana Pestalozza, nata Abbado, abbia fatto uno scherzo sottilmente diabolico a Riccardone, che i tre pezzi li ha diretti in prima assoluta. Io Gabrieli lo pretendo all’organo di San Marco o suonato da Jordi Savall con l’Hespérion XXI, altro che il polpettone ascoltato ieri sera.

    P.S. Il Requiem di Verdi Barenboim l’ha già fatto alla Scala con Kaufmann, Pape, la Frittoli e la Ganassi. A me è bastato quello. Il 27 agosto se posso vado al mare.

    • Roberto Nigro maggio 22, 2012 a 2:56 pm #

      Analisi corretta… anche nella possibile alternativa di programma. Sicuramente molto più interessante.
      Vorrei aggiungere che Luisi è davvero un ottimo direttore. E’ (senza nulla togliere alla sua vena interpretativa) un professionista della bacchetta. Sa bene come provare con l’orchestra e i risultati si sono visti. Non capita proprio tutti i giorni…
      P.s.: a questo blog possono partecipare anche i musicisti dell’orchestra?

      • lavocedelloggione maggio 22, 2012 a 3:01 pm #

        Ma certo, i professori dell’orchestrasono più che benevenuti ! Ad esempio fin dall’inizio della storia di questo blog Francesco Lattuada, detto Checco, ha fatto parecchi interventi (ora latita un po’ ma sappiamo che è un felice neo-papà e quindi è perdonato!). Attilia

  9. Gabriele Baccalini maggio 22, 2012 a 3:27 pm #

    A qualcuno alla Scala ha dato di volta il cervello. La platea (a trovarla) costa 66 euro per il concerto di Abbado e Barenboim (due ore nette di musica), mentre per il Requiem 165 euro!!!
    I posti meno cari di galleria a 50 euro.
    Credono di essere al Musikverein a Capodanno?
    Già, ma dimenticavo gli sponsor, sempre pronti a offrire occasioni di acculturamento ai loro clienti.
    Poi ci sono i bagarini, che dovranno accontentarsi di un ricarico minore…

  10. Riccardo maggio 22, 2012 a 4:24 pm #

    Per motivi di salute, Natalie Dessay ha dovuto rinunciare alla sua partecipazione alla produzione di Manon di Massenet.
    Anna Netrebko sosterrà il ruolo di Manon Lescaut nelle recite del 19 e 22 giugno, Ermonela Jaho in quelle del 25 e 29 giugno, 2, 5 e 7 luglio.

    Ma guarda un po’: a biglietti già comprati un altro ‘inatteso’ forfait

  11. proet@barboon giugno 4, 2012 a 9:24 am #

    ordinaria sciatteria vatican-italiota:

    Tra maleducazione e ignoranza musicale

    Tramessa da Raitre, con le riprese a cura del Centro Televisivo Vaticano, la diretta del concerto in onore del Papa alla Scala comincia nel migliore dei modi: un’annunciatrice, assai carina, brunetta, spiega che saremo collegati col teatro dove verrà eseguita la Nona di Beethoven diretta dal maestro Riccardo Muti. Difficile pensare a una papera, perché la signorina ha tutta l’aria di non ragionare con la sua testa, ma d’aver imparato a memoria un testo redazionale. Qualche aggiornamento sarebbe auspicabile. Poi compare l’intera sala del Piermarini, presto limitata in inquadrature di sedie vuote di orchestrali ancora assenti. Dopo di che lo speaker ufficiale, nel palco di proscenio di sinistra con un sacerdote, spiega l’amore di Benedetto XVI per la musica. Ecco che entra il cardinal Bertone, segretario di Stato, che in queste ore potrebbe essere oggetto di curiosità per gli appassionati di intrighi vaticani, ma lo s’intravede per un attimo perché la telecamera passa su un leggio dov’è appoggiato uno spartito. Segue l’entrata degli alti prelati. L’epifania del Papa è seguita fin dal foyer, col sovrintendente Lissner che non sa se passare per primo per fargli strada o stargli alle calcagna. Tutto bene, seguiamo la sistemazione in platea dei cardinali e di Benedetto XVI e rimaniamo in attesa. Breve e doveroso intervento di Lissner dal palco con un pensiero alle famiglie colpite dal terremoto in Emilia. Entra Barenboim e dà l’attacco. Da questo momento non c’è inquadratura che illustri quanto viene eseguito. La fila dei legni vista di lato o quella degli ottoni si alternano sia che stiano suonando sia che siano in pausa. Particolari della testa di un violoncellista specie quando inoperoso, mentre compare spesso una graziosa violinista dell’ultima fila che probabilmente emette due note durante i pieni d’orchestra. Il peggio succede nel quarto movimento perché l’attacco di René Pape concide con la faccia di una viola che sorride all’idea di poter presto intervenire; spesso viene anche inquadrata la corista alla destra del soprano Anne Schwanewilms, mentre molti passaggi del coro si riducono alla testa calva di uno dei suoi membri. Al termine dell’esecuzione, il Papa che si è alzato in piedi ad applaudire, imitato da tutta la platea, sale sul palco e parla al microfono, sistemato ad hoc da padre Georg. Ricorda la storica riapertura della Scala con Toscanini che batte le mani nella sala vuota per controllarne l’acustica, poi si addetra in alcune breve analisi musicali della Nona. Dato l’inconsueto oratore, potrebbero destare l’interesse dell’ascoltatore televisivo, ma sul più bello la voce di Sua Santità svanisce e ricompare lo speaker nel palco di proscenio che annuncia la fine del collegamento. A parte la mala educazione dell’interruzione, che ci fa passare di botto a una pubblicità di mutandine e reggiseni, c’è da aggiungere la mala informazione giornalistica e la pessima regia televisiva. Costerebbe troppo affiancare al responsabile incolto un consulente musicale che lo avvisi cosa sta per ascoltare in modo da ottenere qualche inquadratura ragionevole?

    Stefano Jacini

    dal Giornale della Musica online

    • daland giugno 5, 2012 a 10:58 am #

      @proeta
      farei anche notare che un tale Lupi (tirapiedi del puttaniere nazionale) è stato inquadrato più volte, essendo seduto immediatamente e nientedopodomanichè “alla destra” del pontefice musicofilo.
      Applicando l’Andreotti-pensiero, oserei dire che l’intera kermesse, che per due giorni ha paralizzato Milano, sia stata scientificamente strumentalizzata per insabbiare corvi e riciclaggi, e per ridare fiato ai tirapiedi del puttaniere nazionale.

  12. Gabriele BAccalini giugno 5, 2012 a 11:35 am #

    Caro Daland, è il cerimoniale dello Stato italiano, bellezza!
    Esso prevede che, dopo il Capo dello Stato, che non c’era, vengano i Cardinali (!), poi i rappresentanti del Parlamento (prima il Senato, poi la Camera), poi i rappresentanti del Governo. Grazie a Dio, i cardinali alla parata militare non si sono fatti vedere.
    Infatti ho visto una foto del 2 giugno in cui accanto a Napolitano, ma prima di Monti, c’erano Schifani e Fini.
    Si dà il caso che Lupi sia Vice-presidente della Camera e parlamentare milanese. Se non c’era un Vice-presidente del Senato, il posto accanto al Capo di Stato straniero (ossia il Papa) toccava a lui.
    Non so come abbiano sistemato il cardinale Scola e altri cardinali eventualmente presenti perché non ho visto la trasmissione, ma forse per ragioni di sicurezza hanno spezzato il gruppo delle massime autorità.
    Ciao.
    Gabriele

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